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UN VESTITO SEDUCENTE

Il termine, per ora, non esiste nel dizionario della lingua italiana. Ma suona bene: enografia. Il neologismo coniato da Paolo Menon nel suo Per vino e per segno sta a indicare il matrimonio artistico tra il mondo del vino e quello della grafica. L'unione, spesso felice e duratura, è rappresentata da un rettangolo di carta, l'etichetta (dal francese antico estiquier, attaccare), che, se ben fatta, seduce e racconta un vino, un volto, una storia, una sfida, un piacere. Un foglietto, un passaporto, un biglietto da visita che deve riportare informazioni chiare, leggibili, facili da capire e soprattutto veritiere. Ma che può anche lasciare spazio alla ricerca, all'intuizione e a grande inventiva. Tanto che alla sua creazione si sono dedicati anche molti grafici, pittori, scultori, incisori. Di quelli che richiamano schiere di appassionati nelle gallerie d'arte di tutto il mondo.
Non solo dunque vignaioli estrosi, tipografi ricchi d'iniziativa, grafici tuttofare e parenti e amici dalla matita facile, si sono dedicati alla realizzazione delle etichette per i vino, ma anche artisti di grande fama. Molti, più di quanto possiamo immaginare.
A raccontarcelo, e a mostrarci le loro piccole ma preziose opere, è Paolo Menon, artista lui stesso, direttore artistico di molti libri e giornali importanti, giornalista. Menon ha realizzato un bellissimo libro dal titolo Per vino e per segno, una raccolta - raccontata - delle più belle etichette d'autore che vestono il vino italiano. Una vetrina colorata, insolita, seducente, di 200 etichette realizzate tra il 1980 e il 2000, in un ventennio che è stato molto creativo per la grafica e per il vino. "Duecento etichette disegnate da artisti importanti sembrano tante? Pensare che le ho dovute selezionare tra circa 4.000 piccole opere d'arte", dice l'autore. Questo per dire quanto assidua sia stata la frequentazione tra arte ed enologia.
Come è nato il progetto? "Premettendo che per mentalità e professione sono attratto da tutto ciò che è essenzialità ed eleganza, curiosità e chiarezza, ho cominciato a collezionare etichette negli anni Ottanta. La prima che ho deciso di mettere nel cassetto è stata quella relativa al vino siciliano Libecchio, un bianco proveniente dalla cantina Barone di Turolifi, appartenente ai fratelli Averna. L'aveva disegnata Renato Guttuso, che aveva tratto ispirazione dall'Efebo di Selinunte, statua emersa dalla terra dellíantica cittadina siciliana nel 1882, dopo occasionali scavi fatti da un contadino.
Ho poi cominciato ad aggiungere etichette che mi comunicavano un messaggio artistico, che erano in grado di raccontarmi la personalità del vino, del territorio e dunque di un popolo radicato alle sue tradizioni, attraverso un segno grafico, una composizione di colori, un'espressione intricata o, al contrario, lineare, chiara. A ogni etichetta assegnavo la pagina di un album, su cui annotavo anche le mie scoperte sull'autore, le tecniche di stampa adottate, la progettazione grafica, le note sul vino e sul produttore. Alcune etichette me le mandavano amici artisti che sapevano di questa mia passione, poi produttori, collaboratori e conoscenti. Altre le scovavo io, frequentando le enoteche con la stessa trepidazione con cui entravo nei musei e nelle gallerie d'arte. Compravo, inizialmente, le bottiglie non per il contenuto ma per il vestito. In breve tempo, da buon veneto, ho naturalmente cominciato anche a bere e ad apprezzare bianchi e rossi. Ottenendo una conferma a quanto supponevo. Che esistono vignaioli e artisti intelligenti. I primi fanno buoni vini e sono in grado di dar loro maggior valore con la collaborazione di artisti capaci di apprezzare il buon vino. Il massimo. Ho indagato: nessun artista che ha messo mano alle etichette era astemio. Nessun artista ha fatto questi piccoli capolavori esclusivamente per denaro, ma li ha realizzati soprattutto per amicizia con la terra e il contadino, e per passione per i vini".
Quanto può sedurre un'etichetta? "Tantissimo. Sarà perché io provengo dal mondo dell'arte grafica, ma molte volte ho acquistato il vino proprio in base all'emozione che l'etichetta mi comunicava. Cosa vuol dire? Che ho comprato un prodotto perché attratto dal foglietto colorato, allegro, austero, o, al contrario, semplice, essenziale, chiaro, che sta incollato sulle pareti della bottiglia. Chissà quante volte avrò lasciato sullo scaffale un vino più buono ma dall'etichetta meno appariscente".
Abbiamo citato Guttuso, ma non dimentichiamo Salvatore Fiume, Luciano Minguzzi, Giacomo Manzù, Pietro Annigoni, Aligi Sassu, Enrico Baj, Fernando Botero, tanto per citare quelli sentiti almeno nominare anche da chi di arte non se ne intende. E personaggi come Dario Fo, Yoko Ono, Ottavio Missoni, Giorgio Forattini. Oppure artisti come Sandro Chia, scultore e pittore fiorentino, diventato in un secondo tempo grande produttore di vini con il Castello di Romitorio a Montalcino, o lo spagnolo Miguel Ortiz Berrocal, considerato uno dei grandi scultori viventi, che alle lussuose dimore nelle capitali mondiali dell'arte ha preferito una casa antica a Negrar, borgo tra le vigne della veneta Valpolicella.
Sfogliare il libro è un piacere per gli occhi e una soddisfazione per la nostra curiosità. Eí scoprire una faccia nuova del vino, raccontato per colori ed emozioni. C'è anche un dato molto utile: l'indirizzo del vignaiolo, in modo che se qualcuno volesse quell'etichetta e quel vino, può richiederle. Paolo Menon è diventato cultore del vino grazie all'arte. "C'è da sperare adesso che qualcuno si appassioni all'arte grazie al vino".
Per vino e per segno, di Paolo Menon, si trova nelle maggiori librerie da settembre 2003. Grande formato, 200 pagine, costa 78 euro. E' edito da Centro Diffusione Arte, via Imbriani 18, Milano, tel. 02.39310555. Può essere richiesto anche all'editore. In questo caso vanno aggiunte, al costo di copertina, le spese di spedizione.
Molte etichette, pure quelle selezionate per un probabile secondo volume si potranno anche ammirare in alcune importanti rassegne a tema enologico alle quali Paolo Menon è stato invitato.
Se avete etichette d'artista, potrete tenere un filo diretto con l'autore tramite l'e-mail: info@paolomenon.it

RASSEGNA STAMPA
Testo di Franco Faggiani
Da: © Bere (guida ai sottili piaceri della vita), ottobre 2003

Nelle due pagine tratte dal primo volume "Per vino e per segno", da sinistra; l'etichetta dipinta da Tilson e, a destra, da Santomaso per il "Vino della Pace" della Cantina Produttori di Cormòns.