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SUL VINO E SULL'ARTE

Oltre che un libro di rara bellezza, è anche assolutamente fuori dagli schemi: Per vino e per segno parla dell'incontro di due arti, quella del vino e quella figurativa. Il suo corpo è costituito da una galleria di etichette create da pittori e illustratori – tra il 1980 e il 2000 – per vini italiani altrettanto grandi. Nomi che vanno da Tono Zancanaro ad Arnaldo Pomodoro, a Piero Dorazio... Un piacere per gli occhi, sfogliare le pagine; peccato che non si possa sentire anche l'aroma dei vini. Ma non si pensi a un libro puramente d'immagine: non vanno trascurati i capitoli che parlano da un punto di vista ora tecnico, ora critico, di etichette, di vini e d'arte. Fuori dagli schemi – e questo rendo il libro ancor più interessante – è anche il suo autore: infatti, Paolo Menon (veneto: e chi meglio dei veneti capisce l'arte del vino?) è un collega che oltre a quello di scrivere, ha anche, e soprattutto, un ruolo un po' nuovo e non sempre compreso dalla nostra professione: l'art director (lo fa da trent'anni...). Ruolo che non consiste solo nell'abbellire le pagine, come alcuni credono, ma nel dare loro una struttura visuale funzionale all'informazione trasmessa. Che cosa valga e possa questo tipo di giornalismo lo esemplifica benissimo il libro in questione.

RASSEGNA STAMPA
Testo di Daniele Razzoli, da "I libri dei colleghi", © Il Giornalismo, gennaio-febbraio 2004

Nella foto: Paolo Menon in compagnia di Gualtiero Marchesi e amici della stampa in un momento di relax dopo il vernissage delle "retrotele" e la presentazione del secondo volume "Per vino e per segno" all'Albereta di Erbusco in Franciacorta