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STEFANO COSMA: UN VOLUME ARTISTICO SULL' ENOGRAFIA

Gorizia. A Gusti di Frontiera 2009, dove i sensi vengono stimolati da un tripudio di aromi, sapori, colori, al ritmo di note che inebriano e soddisfano il goloso visitatore, non poteva mancare la presentazione di un libro così. Ci riferiamo a Il bello di Bacco - Appunti di viaggio nelle eleganti terre enoiche dell'arte di Paolo Menon. Un giornalista, grafico ed artista che per i suoi primi libri che narravano di arte e di vino ha coniato persino un neologismo: enografia.

Sono trascorsi solo alcuni anni da quei primi fortunati ed eleganti uvaggi letterari e Menon, fors'anche per l'effetto dei numerosi assaggi, ha accresciuto la sua già nota capacità artistica, regalandoci accattivanti retrotele e sculture ispirate a Bacco e ai riti dionisiaci. Ma attenzione, non si capisca male: nulla di orgiastico né di blasfemo. Tutt'altro e ve ne accorgerete leggendo Il bello di Bacco, edito dal Centro Diffusione Arte di Milano, e presentato sabato in piazza Vittoria dall'assessore alla cultura Antonio Devetag, che ha messo in risalto l'estrema sensibilità di Paolo Menon. Un artista che dal mito di Dioniso, dalla magia del vino e addirittura dal suo senso estetico, dal simbolo di vita ed immortalità che esso rappresenta, ne ha preso il sacro ed il profano e gli ha plasmati ad una nuova dimensione. Alcune delle sue sculture più belle le trovate nelle ultime pagine del libro, le uniche a colori. Sì, perché tutto il racconto, anzi il viaggio che nel tempo parte da lontano, ma nello spazio arriva anche nel nostro «Vigneto Friuli», è illustrato in bianco e nero, per lasciare ai lettori il piacere dell'immaginazione.

RASSEGNA STAMPA
Testo di Stefano Cosma, © Il Piccolo, sezione Gorizia, pag.13, 30 settembre 2009. 

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