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DAL VINITALY LA NUOVA ETICHETTA DEL VINO DELLA PACE CON… POESIA

L’annata 2017 del celebre «Vino della Pace» di Cormòns porta in etichetta una piccola opera d’arte del famoso creatore d’alta moda Roberto Capucci e, per tradizione , accanto all’illustrazione, una poesia. Quest’anno s’intitola «Prosit» che l'autore, Paolo Menon, ha composto per la sua ultima silloge «Pietre d’inciampo». 


Nella foto (da sinistra): il neo-direttore generale della Cantina Produttori Alessandro Dal Zovo, il giornalista e scrittore Stefano Cosma, il presidente Filippo Bregant che mostra la bottiglia suggellata dalla nuova etichetta e Paolo Menon.


La richiesta da parte della Cantina Produttori Cormòns di pubblicare i versi di Menon è giunta all'autore soltanto una decina di giorni prima dell'apertura del Vinitaly 2019.

Menon ingrazia sentitamente i nuovi vertici della premiatissima Maison, dal suo presidente, al direttore generale e al curatore addetto stampa il giornalista e scrittore Stefano Cosma. La presentazione vera e propria della nuova bottiglia avverrà nel prossimo mese di maggio in data da definirsi.
«La notizia mi ha colto tanto di sorpresa — afferma Menon  —, Roberto Cappucci aveva già disegnato, su invito, la nuova immagine nel 2018, quanto inaspettata, poiché prima di me sono stati invitati a pubblicare sul prezioso foglietto di carta i loro versi, poeti importanti come Mario Luzi, Alda Merini, Yoko Ono, David Maria Turoldo, Elio Bartolini, Andrea Zanzotto, Isgrò e tanti altri grandi nomi del firmamento letterario…
Che cosa rappresenta il «Vino della Pace»? È il vino che i capi di Stato e Religiosi di tutto il mondo ricevono in dono; è il vino che nasce nella «Vigna Del Mondo» di Cormòns che prospera nel Collio, è la più grande cuvee del mondo, composta da oltre 600 uve da altrettanti vitigni diversi, provenienti da tutti i continenti; è il vino dai tanti sapori e profumi moscati che si avvertono intensi in ogni bicchiere; è il vino prodotto in poche migliaia di bottiglie che ha un’opera d’arte in etichetta, firmata dai più grandi artisti italiani e stranieri (per la gioia dei collezionisti) da Arnaldo Pomodoro e Enrico Baj, da Giacomo Manzù e Dario Fo, a Zoran Music a Dietman, da Minguzzi a Salvatore Fiume, da Pietro Consagra a Giorgio Celiberti, fino a Aligi Sassu, Finì, Darko Bevilacqua, Emilio Vedova, Anderle, Rauschenberg, Corneille, Treccani, Nagasawa, Tadini e Ceroli, solo per citarne alcuni, accompagnata dai versi poetici dedicati all’uva, ai suoi mosti, ai suoi vini, al suo mito».

Verona, 8 aprile 2019

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