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PICK WICK INCONTRA L'AUTORE DE «IL BELLO DI BACCO»

«Avrei voluto, da bambino, che mio padre m’insegnasse ad apprezzare la maestria, lo stile, il colore, la fantasia degli artisti cui s’ispirava quando schizzava figure mostruose con la matita ovale da ebanista su grosse tavole di legno. Avrei voluto avere le sue mani grandi per trasformare quelle vecchie tavole, come per incanto in chimere, serpenti, diavoli e angeli...». E' l'incipit dell'ultimo impegno editoriale di Paolo Menon, Il bello di Bacco - Edizioni Centro Diffusione Arte di Milano - e non c'è dubbio alcuno che tutta la passione assimilata nella bottega del padre l'abbia riversata in questo stupendo «diario di viaggio nelle eleganti terre enoiche dell'arte». L'aria respirata da bambino fra tavole e inchiostri si è tradotta e materializzata in pagine di carta eburnea di fibra di legno incisa con l'inchiostro odoroso e grasso perché per Paolo Menon la scrittura è imprescindibile dal segno e il segno dalla grafica in bianco e nero, per mezzo della quale poter strutturare un libro che «non ha i colori della realtà ma del pensiero».
Art director e creatore di importanti testate, giornalista, pittore e infine scultore, deve la sua ispirazione al mito di Dioniso, scrutato e approfondito attraverso la rilettura delle Dionisiache di Nonno di Panopoli, ultimo poeta di età ellenistica vissuto attorno alla prima metà del V secolo. La curiosità del nostro Artista per questa rivisitazione appassionata del mito pagano, è stata suggerita dal ritrovamento archeologico sui monti Rodopi, al confine tra Bulgaria e la Grecia nel 2002. Un gruppo di scienziati ha infatti scoperto quello che ritengono essere un antico tempio di Dioniso le cui caratteristiche corrispondono alla descrizione fatta dallo storico greco Erodoto: un'antica sala ovale di trenta metri di diametro, in mezzo alla quale sorge un altare rotondo alto tre metri dove si divinava il vino, versandolo sul fuoco e traendo presagi dall'altezza della fiamma.
Varcare la soglia della galleria personale di Paolo Menon può produrre la stessa emozione provata dagli archeologi che portarono alla luce quel tempio.
Non si tratta semplicemente di osservare una serie di opere, tavole e sculture allineate, in realtà è come penetrare nell'atmosfera di un mito fuori dal tempo, in uno spazio senza confini, dove le «cromie bronzee» delle opere custodite paiono alitare antichi ritmi impressi ne lla loro materia, sulla quale sono adagiati tralci di vite fissati nel bronzo, così come sulle sculture i tirsi divini sembrano essere stati momentaneamente ceduti dalle mani del dio, ed i cimbali appesi risuonano, appena sfiorati, tesi a ridestare magicamente, dopo un lungo riposo, Ebe, la coppiera, affinché provveda a riempire le kylix con nettare degli dèi.
Sì, il mito prende vita legato a quel Dioniso festoso e leggiadro, dio del vino, istintivo, sensuale, irrazionale e caotico, tripudio della natura, molto più accattivante di quello violento, vendicativo e sanguinario tramandato dalle Baccanti di Euripide e calato in un contesto tragico.
Certamente un dio enigmatico, ma Paolo Menon ce lo ha presentato attraverso svariate raffigurazioni artistiche nel suo diario di viaggio, indagando tra varie civiltà che ne hanno dato molteplici interpretazioni, per poi approdare alla sua lettura di un mito che ha diffuso l'uso della vite suggerendoci che, «attraverso l'arte, ci è consentito scoprire come la bevanda sacra all'uomo e agli antichi dèi, rappresenti i grandi temi della vita: la realtà e la finzione, il piacere e l'oblio, la verità e la menzogna, la ricchezza e la povertà, nel sacro come nel profano».
«Nunc est bibendum» scrisse il poeta latino Orazio parecchi secoli dopo, ma ora è il brindisi più adatto quale doveroso omaggio all'arte di Paolo Menon, al suo talento barrique come un Cabernet di Franciacorta, alla sua disponibilità agréable come un demi sec Chardonnay.

RASSEGNA STAMPA
Testo di Gabriella Callegari, da © Pick Wick, trimestrale di letteratura, poesia e cultura varia, edito dal Circolo letterario omonimo di Besana Brianza, pagina 5, anno dodicesimo, settembre 2009, www.circolopickwick.net

Nella foto, l’apertura grafica del quarto capitolo dedicato alla pittura de Il bello di Bacco (Appunti di viaggio nelle eleganti terre enoiche dell’arte) di Paolo Menon, Ed. Centro Diffusione Arte, Milano.