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UN ALTARE PER UNA SCHIERA DI ANGELI

Da ieri in mostra nella suggestiva rotonda del Piermarini, nel Serrone (orangerie) di Villa Reale di Monza, tra una schiera di angeli, due modelli dell’«Altare dell’angelo del Risorto» (il primo in gesso e l’altro in terracotta dipinta) concepiti da Paolo Menon per scolpire l’altare in pietra rossa e tutto l’arredo sacro della nuova Iglesias de los Angeles in Argentina. La mostra «Los Angeles, Angeli & Artisti» è incentrata totalmente sulla figura delle Creature alate: 509 per la precisione, ciascuna realizzata nelle tecniche più eterogenee da altrettanto 509 artisti italiani, selezionati dal critico d’arte Daniele Crippa, per decorare le pareti della chiesa. Una mostra d’arte davvero unica nel suo genere.

LO SCULTORE ITALIANO SULL'ALTOPIANO ANDINO
«Un mese in Argentina per scolpire l'altare, il fonte battesimale, l'ambone, l'acquasantiera e la cattedra per la Iglesias de los Angeles, nell'Estancia «El Milagro», in italiano «il miracolo». La Chiesa degli Angeli e le sculture verranno consacrate durante il primo viaggio che Papa Francesco farà nel Paese dove é nato e vissuto prima di diventare Vescovo di Roma.

A realizzare le opere è stato Paolo Menon, artista veneto, ora «naturalizzato» brianzolo, noto anche in Vaticano per il suo talento nell'arte sacra. Daniele Crippa è invece il mecenate italiano e critico d’arte che l'ha chiamato nella sua Estancia argentina, nella provincia di Salta, ottocento chilometri a nord di Buenos Aires, per «arredare» la nuova chiesa.

«Per la verità – racconta Menon – Crippa mi aveva chiesto di scolpire soltanto l'altare della chiesa costruita nella sua “Estancia El Milagro”. Ero partito per l'Argentina con un progetto. Non ci volle molto per capire che, inaspettatamente, così come lo avevo concepito, quel mio altare non avrebbe mai potuto compenetrare nella cultura, nelle tradizioni, e dunque nei costumi e nelle usanze delle genti di questi luoghi, così lontani dal gusto architettonico del Vecchio Continente. Provavo rabbia e imbarazzo per non averci pensato prima. Mentre stringevo tra le mani il modello in gesso che avrebbe dovuto simulare l'altare da scolpire, preferibilmente in marmo bianco, mi frullavano per la testa le immagini contrastanti degli indios Guaranì tra le imponenti chiese barocche innalzate dai Gesuiti nella foresta pluviale sopra le Cataratas del Iguazù, accompagnate da culture ed etnie che ricordavo di aver studiato senza tuttavia averle approfondite. Mi sentivo prigioniero delle mie prigioni cerebrali. Entrai in chiesa e mi andai a sedere sul primo dei banchi allineati al centro dell'aula. Ci rimasi per due ore, solo, riflettendo. La via di uscita era una sola: dovevo colmare le lacune, almeno quelle più profonde, sulla storia dell'arte andina, saltegna, precolombiana, degli Inca. Qui avrei trovato architetture, segni, pitture, tessuti, insomma nuova ispirazione. Nascono i nuovi bozzetti dell'altare che utilizzerà le stesse pietre rosse del "barocco gesuita", che lego tra loro con il tiento, un lungo cordone quadrangolare di cuoio di vacca utilizzato dai gauchos per creare il lazo, o fissare, senza chiodi, cose di dimensioni e pesi diversi».

«Gli interventi pittorici pochi – precisa Menon – diventano risolutivi per conferire alla pietra millenaria i colori adottati dalle genti di cultura Inca nelle tipiche composizioni geometriche dei loro tessuti. Il paliotto diventa un poncho che accoglie al centro l'Angelo del Risorto. Sono soddisfatto, anche Daniele. I gauchos mi aiutano. Non ci fermiamo. Nelle settimane che seguono, mi dedico all'ambone con l'evangelista-angelo Matteo, alla cattedra del presidente, che Daniele Crippa dedica a Papa Francesco, al fonte battesimale e un'acquasantiera. Adesso aspettiamo che, durante la visita di Papa Francesco, l'arcivescovo di Salta consacri la Chiesa degli Angeli con le mie sculture. La speranza è che anche il Papa trovi un minuto per entrarci».

Paolo Menon è nato nel 1950 a Villanova del Ghebbo, provincia di Rovigo. Graphic designer, giornalista e saggista, ha diretto periodici di settore. Scultore, milanese di adozione, è tra gli artisti che sostengono «La Permanente» di Milano. Da oltre vent'anni ha lasciato la metropoli per trasferirsi a Perego (ora La Valletta Brianza). Da quasi un decennio si occupa di arte sacra, alla quale ha dedicato libri e mostre importanti. Come «L'Uomo da Dioniso a Cristo», una trilogia nata nel 2006 a Valdobbiadene, poi esposta negli anni successivi a Verona, in Vaticano e, infine, a Lecco e Malgrate nel 2012. Ha esposto anche in Austria, Francia, Germania, Portogallo, Stati Uniti. E ora in Argentina». 

Testo di Sergio Perego , da Il Giorno QN, foto di Sergio Petracchi.

 

TITOLO DELLA MOSTRA: Angeli & Artisti, uno stuolo di angeli contemporanei ha scelto di vivere in Argentina.

DURATA: dal 7 dicembre 2017 al 21 gennaio 2018

DOVE: Reggia di Monza – Serrone della Villa Reale.

L’ingresso principale della Reggia di Monza è quello della Villa Reale, Viale Brianza, 1 - Monza 

ORARI: mercoledì e giovedì 15.00 – 19.00 

Venerdì 15.00 – 22.00

Sabato e domenica 10.00 – 19.00 

CHIUSURA: lunedì e martedì

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