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PAOLO MENON: TECNOLOGIA E TRADIZIONE

Una bella casa immersa nel parco di Montevecchia, zona verde e tranquilla della Brianza a quaranta chilometri da Milano, il vero cuore dell’editoria moderna. E’ qui che vive e lavora Paolo Menon, 46 anni, art director molto conosciuto nell’ambiente: ha firmato progetti grafico-editoriali ed è stato art director di giornali di successo come la dirompente Amica degli anni Ottanta, Max (suo il disegno della testata), Il Piacere, Salve, Insieme, Ciak, Myster e molti altri.
Otto anni fa ha deciso di trasferirsi a Perego e aprire un suo studio grafico. “Volevo allontanarmi dal caos e dai ritmi frenetici di una città che ti divora”, dice, “avevo bisogno di un luogo tranquillo dove poter lavorare, e qui l’ho trovato. Questo è in realtà il mio pensatoio”, così ama definirlo, “e quando devo creare il progetto di un nuovo giornale, spesso mi ispiro guardando il silenzio che circonda la mia casa”. Paolo Menon insiste molto su questo concetto, che considera un piccolo trucco del mestiere. Conferma che la scelta di abbandonare Milano è stata rischiosa, ma aggiunge: “Otto anni fa i miei colleghi mi avvertivano che stavo commettendo un grande errore. Aprire uno studio di consulenza artistica così lontano avrebbe significato perdere i contatti con il mondo dell’editoria. Mi sono sempre opposto a questa teoria poiché sono stato tra i primi a credere nel potenziale dell’informatica. L’ho capito andando in America, in particolare frequentando due studi grafici di New York. Lì, l’utilizzo del computer era già evidente una decina di anni fa. Avevo capito che il computer era un mezzo fondamentale e rapido in grado di esprimere una qualità esecutiva superiore a quella raggiunta da un grafico, anche se di comprovata esperienza”. E inoltre aggiunge: “Grazie a questa intuizione, oggi sono qui nel mio studio ma è come se lavorassi in una redazione di Milano o in qualsiasi altro posto del mondo”. Paolo Menon ha un sito internet appoggiato su una linea Isdn. “In questo modo si può dialogare tranquillamente con le redazioni estere. Mando i miei lavori ai giornali e loro mi inviano i file degli impaginati, quindi se necessario li modifico. Il passaggio dei documenti è veloce e il livello di qualità è eccellente. Tutto avviene in tempo reale: è’ fantastico!. Avere una linea Isdn e Internet è diventato fondamentale per uno studio grafico dei giorni nostri”. (…)
Parlare con Paolo Menon di colori, fotografia e grafica, significa entrare in un mondo che veramente gli appartiene e che sente molto vicino. Si dimostra una persona che fa questo lavoro con molta passione e dedizione, quasi come se fosse un hobby. Ma anche con molto rispetto, infatti ci tiene a precisare che “progettare un giornale significa avere anche un forte senso di responsabilità nei confronti di chi leggerà il prodotto; è un concetto importante che va tradotto con molto impegno. Occorre dunque immedesimarsi nel lettore-tipo e sforzarsi di ragionare come lui”. Spiega inoltre che le basi per un buon prodotto editoriale sono innanzitutto quelle di credere nel progetto. “Lo sforzo deve essere di tutti i partecipanti all’impresa e chiunque dovrà convincersi che il giornale avrà delle potenziali enormi. Per quanto mi riguarda è indispensabile avere subito un briefing con il direttore responsabile del giornale, magari qui nel mio studio davanti a un buon caffè. Parlando con i committenti, cerco di capire e di immaginarmi chi sarà l’acquirente del giornale che progetterò”. “Poi, sulla base del piano editoriale, inizio a lavorare. E con me i mie grafici”. La teoria di Menon è sicuramente azzeccata, come confermano la qualità e l’autorevolezza dei progetti che ha curato di recente: il nuovo Campus del gruppo Class e l’inserto Corriere Salute per il Corriere della Sera.
Essere all’avanguardia dal punto di vista tecnologico è molto importante, può fare la differenza tra uno studio grafico e un altro, ma Menon sottolinea con precisione e un pizzico di presunzione: “Al giorno d’oggi vedo molta banalità, perché il computer ha preso il sopravvento. La maggior parte dei grafici ha dimenticato o abbandonato gli insegnamenti fondamentali della storia dell’arte. Non ci si può proiettare nel futuro senza considerare i valori storici del passato”. (…)
Paolo Menon non smette mai di stupire. L’ultimo consiglio? “Chi progetta anche un semplice depliant deve puntare tutto sulla comprensione facile di testo e immagini. La pulizia e la semplicità nella grafica, devono essere un punto fermo. “Perché”, afferma, “costruire una pagina grafica, perfetta, è come scrivere una frase: occorrono soggetto, verbo e complemento. Gli aggettivi non servono”.

RASSEGNA STAMPA
Testo di Rino Bozano
Da: “Tecnologia & Tradizione: Paolo Menon”, © Creative n.8