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IN MEMORIA DI BEATRICE KLAKOWICZ

La scomparsa della professoressa Beatrice Klakowicz ci addolora. Mi addolora. Mi lascia un vuoto incolmabile per tante ragioni, una in particolare: averla conosciuta, grazie a Cristina Buschi, nel suo «habitat» vaticano per lavorare insieme al più bel progetto artistico della mia vita, «L’Uomo da Dioniso a Cristo», terza parte della mia trilogia sculturale. E per quanto non l’avessi frequentata come avrei voluto a causa della non trascurabile distanza geografica che ci separava, nutrivo tuttavia per lei profonda stima e gratitudine incommensurabile per la vicinanza intellettuale oltre che spirituale che invece ci univa. Beatrice aveva accettato di scrivere il primo dei suoi testi critici ed esegetici su alcuni miei lavori (link in calce) con intuito, ispirazione e passione unici, per meglio dire, tipici del suo modo di rapportarsi con empatia alla «non banalità» dell'esperienza artistica autoriale; oltre a recepire la bellezza del segno contemporaneo generato dall'arcaico, farlo proprio per poi dispensarlo attraverso le sue dotte analisi con inclusiva e impagabile generosità: testi messi a disposizione di chiunque ne fosse stato attratto per sensibilità o per studio. Mi mancherà, anche se l'ho conosciuta soltanto per un tempo troppo breve, nel quale tuttavia ci siamo confrontati, scambiato opinioni, testimonianze e – perché no? – anche qualche critica necessaria, a me quantomeno indispensabile, per definire i canoni estetici della bellezza intrinseca dei nostri bagagli culturali – il mio così leggero rispetto al suo magistero, da essere ripiegato su se stesso come un sacchetto di carta – e del nostro Dna spirituale. Mi mancheranno, dicevo, la dolcezza e le sue spigolature caratteriali, la frugalità spesso eccessiva nel rapportarsi con il cibo da cui mi sembrava non ne traesse il ben che minimo piacere, forse con qualche rara eccezione, a suo dire. Di contro so per certo che le piaceva sorseggiare di tanto in tanto un buon bicchiere di vino, in particolare il bianco spumantizzato, purché di qualità, e ciò mi riempiva di gioia. A Verona mi confidò che se ci fosse stato qualcosa di irrinunciabile nei piaceri della vita, non necessariamente da gustare a tavola, quello sarebbe stato per lei un ottimo Prosecco! E ciò la dice lunga sul suo scrivere intorno alla bellezza che l'arte nei secoli ha messo in scena cantando il vino e le uve, recitandone gli effetti e ritraendone il dionisiaco, o rapportandosi con la sacralità cristica del vino, inteso come elemento rituale della liturgia eucaristica. Mi mancherà la sua ironica intelligenza mai disgiunta dal buonumore – sorrido ancora delle sue barzellette inaspettate, non sempre all'acqua di rose, in un contesto serioso e, soprattutto, il suo velato romanticismo. Visitando le città lacustri di Malgrate e Lecco mi disse di avvertire o, meglio, di captare nel paesaggio manzoniano, soprattutto nei monti alti che sovrastano Lecco e che si rispecchiano sul lago di Como il riverbero, i colori, l'aria, gli odori dei luoghi della sua infanzia, la nostalgia che dal cuore saliva con tremore e dolcezza nei suoi gesti silenziosi tali da coglierne la sorpresa, l'intensità, l'emozione espresse con impercettibili sottolineature che accompagnavano i suoi pensieri sussurrati con voce sottile e minuta. I suoi scritti che direttamente e indirettamente mi riguardano o, meglio, che riguardano i miei lavori continuerò a considerarli una vera lectio magistralis: una perla di estetica teologica (chissà se il termine è corretto – mi farò perdonare altrimenti dal professor Gaspare Mura – ma è ciò che mi trasmettono) che orientano tuttora le mie scelte, il mio sentire progettuale, i miei deliri artistici intorno alla figura di Cristo e a quella mitologica di Dioniso che l'ha preceduto. Vorrei ricordare ancora altre cose belle di Beatrice, ma penso che alcune vogliano restare intime in fondo al cuore. Ciao, principessa, anche Dona ti saluta e ti abbraccia con grande affetto: riposa in pace. Paolo
Link: http://www.paolomenon.com/pagina/paolo-menon-scultore-beatrix-klakowicz-teologa-filosofa.aspx http://www.paolomenon.com/pagina/paolo-menon-villanova-del-ghebbo-beatrix-klakowicz.aspx http://www.paolomenon.com/pagina/paolo-menon-scultore-villanova-ghebbo-beatrix-klakowicz.aspx
Beatrix Erika Klakowicz nasce il 6 luglio 1938 a Vienna (Austria) da antica famiglia nobile polacca, muore ad Anzio (Roma) il 17 giugno 2016. 1956-1961: si diploma all'Università di Vienna in Diritto Romano, Epigrafia, Numismatica e Paleografia Classica e Orientale. Corsi di perfezionamento a Parigi, Oxford e Heidelberg; partecipa agli scavi austriaci, francesi, inglesi e statunitensi in Medio Oriente. 1961: si laurea in Filosofia sub auspiciis Praesidentis Rei Publicae (Vienna). 1984: si laurea in Teologia summa cum laude (P.U. Lateranense). 1962 – 1963: Borsa di Studio dell’Österreichische Akademie der Wissenschaften, collaborando con i Musei Vaticani, il Deutsches Archäologisches Institut e l’Accademia Svedese. 1965-1983: Curatrice dei Musei di Orvieto, pubblica la storia della ricerca archeologica a Orvieto e prepara il progetto di un parco archeologico orvietano per la Regione Umbria. 1964/1965: corso di Filosofia e Teologia Tedesca nel Otto e Novecento nella P.U. di S.Tommaso (Angelicum). 1980-1985: corso di Catechesi e Spiritualità dei Monumenti Cristiani di Roma all’Istituto di Catechesi
IN MEMORIA DI BEATRICE KLAKOWICZ
Missionaria (P.U. Urbaniana); corso sulla Prima Evangelizzazione d’Italia per gli studenti di Filosofia della P.U. Salesiana. 1982: Pontificio Istituto Biblico: studi teologico-orientali in Orientalia, edizione dei papiri egiziani RibesPalau Collection. Pubblicazioni di carattere teologico, esegetico e orientalistico in varie riviste pontificie, italiane e straniere, presenzia con P. Agostino Trapé una Sezione dell’VIII Congresso Tomistico Internazionale sulla Aeterni Patris. Dal 1986 è responsabile dell’ U nio n M o n diale d e s E n s eig n a n t s C a t h oliq u e s (Forum des ONG della Segreteria di Stato, Vaticano), per la formazione spirituale e culturale degli insegnanti cattolici in tutto il mondo.
BEATRICE KLAKOWICZ: UNA VITA PER IL «NUOVO UMANESIMO EUROPEO» 
Venerdì 17 giugno 2016 ci lasciava la professoressa Beatrice Klakowicz. L’ho incontrata per la prima volta nel 1986 quando da giovane salesiano studente di filosofia partecipavo alle visite culturali organizzate in Roma e in altre città. Una figura assai esile che tuttavia chissà dove trovava energie inimmaginabili per sostenere …i tour de force cui sottoponeva i gruppi a lei affidati. Esperienze di vera e propria interdisciplinarità, tra arte, cultura, storia civile, storia della Chiesa, filosofia, teologia, letteratura ecc., discipline che trovavamo concentrate in forma eccellente ed eccezionale proprio nella sua persona. L’ultima volta che l’ho incontrata è stato durante un’iniziativa culturale presso Sant’Ivo alla Sapienza, ove tenne un indimenticabile intervento sulla figura  e sull’arte di Francesco Borromini. Erano costanti ogni anno i nostri appuntamenti telefonici per gli auguri di buon compleanno, e sono onorato di ricordarla in queste pagine facendomi eco anche dei tanti amici e illustri personalità che l’hanno ricordata durante le scorse settimane. Tra esse Luc Van Looy (Vescovo di Gand e Presidente della Charitas europea), Giuseppe Cicolini (già Ispettore Generale del Ministero della Pubblica Istruzione e già Segretario UMECWUCT), Guy Bourdeaud’hui (Presidente UMEC-WUCT), Giovanni Perrone (Segretario Generale UMECWUCT), Giancarlo Boccardi (dirigente scolastico, già Presidente nazionale dell'AIMC, già membro del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione), Nella Benedetti Boccardi (già collaboratrice dell' Ufficio studi dell'AIMC e del CIFR), Gaspare Mura (Presidente dell’ASUS-Accademia di Scienze Umane e Sociali), Livia De Stefano (Presidente dell’Associazione “Passeggiate per Roma”), Paolo Menon (artista). Beatrice Klakowicz nasce il 6 luglio 1938 a Vienna da una famiglia di antiche e nobili origini. Il padre era stato Procuratore dello Zar in Ucraina, trasferitosi prima a Cracovia alla caduta dell’impero zarista e poi a Vienna, mentre in Polonia – dove aveva conosciuto personalmente il futuro papa Giovanni Paolo II – venivano confiscati dal regime comunista tutti i beni della famiglia. Beatrice studia a Vienna, dove ottiene a partire dal 1956 le Lauree in Diritto Romano e in Epigrafia, Numismatica e Paleografia Classica e Orientale. Nel 1961 le viene conferita anche la Laurea in Filosofia sub auspiciis Praesidentis Rei Publicae . Seguì vari corsi di perfezionamento a Parigi, Oxford e Heidelberg, partecipando inoltre a varie campagne di scavi archeologici in Medio Oriente. Nel 1962 ottenne una Borsa di Studio dall’ Österreichische Akademie  der Wissenschaften che le diede la possibilità di venire a Roma, collaborando con i Musei Vaticani, il Deutsches Archäologisches Institut e l’Accademia Svedese. In Urbe pose così la sua residenza, continuò gli studi, svolse attività di ricerca e d’insegnamento. Nel 1964 le fu affidato un Corso di Filosofia e Teologia Tedesca presso l’ Angelicum , mentre dal 1965 al 1983 svolse il compito di Curatrice dei Musei di Orvieto. Durante quel periodo pubblicò la Storia della ricerca archeologica a Orvieto e preparò il progetto di un parco archeologico orvietano. Collaborò attivamente con Papa San Giovanni Paolo II, il quale le affidò vari incarichi e missioni di fiducia, temi a proposito dei quali ha sempre voluto mantenere grande riservatezza. A Roma dal 1980 al 1985 ha svolto Corsi di Catechesi e di Spiritualità dei Monumenti Cristiani per l’Istituto di Catechesi Missionaria della Pontificia Università Urbaniana. Grazie alla sua vasta cultura, e alla conoscenza crescente della qualità e interesse delle visite da lei guidate, sono via via aumentati i gruppi e le associazioni che le hanno richiesto incontri culturali, lezioni e guide ai monumenti, come la Comunità Salesiana “San Tarcisio”, il Coro Interuniversitario di Roma, il Centro Culturale «Paolo VI» di Sant’Ivo alla Sapienza, amici dell’Università Cattolica di Milano e del Policlinico Gemelli di Roma, soci dell’ASUS e di «Passeggiate per Roma», etc. Nel 1982, collaborando con il Pontificio Istituto Biblico, ha pubblicato un’edizione prestigiosa dei papiri egiziani della Ribes-Palau Collection, dopo aver ottenuto negli anni precedenti i Diplomi in Epigrafia e Paleografia greca e latina, nonché in Papirologia. Nel 1984  si è anche Laureata in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense con uno studio molto apprezzato sulle concezioni e credenze religiose dell’Antico Oriente. Beatrice Klakowicz ha presenziato a numerosi Convegni internazionali e ha curato diverse pubblicazioni di carattere teologico, esegetico e orientalistico in varie riviste pontificie, italiane e straniere. Negli ultimi vent’anni, dal 1986, ha curato l’Ufficio di Segreteria dell’Unione Mondiale degli Insegnanti Cattolici (UMEC) e ha collaborato con il Forum delle ONG e con la Segreteria di Stato del Vaticano. Era incaricata dei contatti con le Associazioni Nazionali degli Insegnanti Cattolici di tutto il mondo, compito che svolse con competenza ed amore. In questo lungo periodo in cui ha prestato generoso e qualificato servizio al Palazzo San Calisto, fino al 2013, ha dato viva testimonianza di impegno culturale ed ecclesiale, anche nei momenti in cui la sua salute era già più precaria. Viveva a Nettuno, dedicandosi soprattutto allo studio e alla preghiera, ma quando richiesta si sottoponeva ancora a grandi sacrifici pur di adempiere, con massima cura, ai suoi impegni, perché riteneva un grande onore il continuare a servire la Chiesa. Si è spenta ad Anzio dopo un lungo periodo di sofferenza e di ricovero in una struttura ospedaliera. Negli ultimi giorni della sua vita ha più volte chiesto di poter essere sepolta nel Cimitero Teutonico del Vaticano, affermando di averne antico diritto. Beatrice Klakowicz nel corso della sua vita ha curato la formazione e la spiritualità, mai la ricchezza. Ha reso gratuitamente molteplici e importanti servizi alla Santa Sede e ai singoli Sommi Pontefici, nonché a molte associazioni cattoliche. Ha vissuto con dignità e con povertà: sentiva il dovere di una missione evangelizzatrice attraverso la conoscenza della storia cristiana e la  «teologia della bellezza», e ha fatto del bene a tanti avvicinandoli a Dio attraverso il suo  servizio culturale e l’appassionato gusto dell’arte cristiana e della testimonianza dei santi. Di origine polacca, di cristallina fede cristiana, di alta cultura prima tedesca e poi italiana, Beatrice si è dedicata anima e corpo affinché nei suoi studi e pubblicazioni rifulgesse la grandezza e la bellezza delle memorie cristiane e per aiutare – anche attraverso la sua straordinaria conoscenza di numerose tra le principali lingue moderne e quelle classiche – a rinverdire una coscienza ed una cultura europea degna delle sue radici più profonde. Per questo le si addice particolarmente ciò che Papa Francesco il 6 maggio scorso, ricevendo il Premio «Carlo Magno», ha chiamato «nuovo umanesimo europeo», affermando che esso si caratterizza per essere un costante cammino di umanizzazione cui servono memoria, coraggio, sana e umana utopia, amore per la bellezza della cultura, e una vita semplice. Mauro Mantovani Rettore Magnifico dell'Università Pontificia Salesiana
BEATRIX KLAKLOWICZ HAS RETURNED TO THE FATHER
 
Dr. Beatrice Klakowicz has returned to the Father. UMEC-WUCT remembers with gratitude her generous and loyal dedication to the Rome office, her culture and profoundness. May we pray for her.
On the gravestone which is dedicated by UMEC-WUCT, will be the logo of the Union. Following are a few testimonies of our dear Beatrice.
 
La Dra. Beatrice Klakowicz ha vuelto a la casa del Padre.  La UMEC-WUCT recordará con gratitud su largo compromiso, generoso y fiel a la oficina de Roma y su cultura profunda. Oramos por ustedes. El logotipo de l UMEC será colocado en la lápida (donado por la Unión).
 
Unido al testimonio del Presidente de la UMEC y otros amigos en la querida Beatrice.
 
Dr. Beatrice Klakowicz est retourné au Père. UMEC-WUCT se souvient avec gratitude son dévouement généreux et loyal au bureau de Rome, sa culture et la profondeur. Pouvons-nous prier pour elle. Sur la pierre tombale qui est consacré par UMEC-UMEC, sera le logo de l'Union. Voici quelques témoignages de notre chère Béatrice.
 
La dr.ssa Beatrice Klakowicz è tornata alla Casa del Padre. UMEC-WUCT ricorda con gratitudine il suo generoso e leale impegno nell'ufficio di Roma e la sua profonda cultura. Preghiamo per Lei. L'UMEC ha donato la lapide per la sua tomba. Vi sarà inciso il logo dell'Unione. 
 
Beatrice Klakowicz is teruggekeerd naar de Vader. UMEC-WUCT denkt in dankbaarheid aan haar grote en trouwe toewijding (meer dan 20 jaar) aan het bureau in Rome, en aan haar diepgevoelde culturele engagement. Laten wij voor haar bidden. Op de grafsteen (gedoneerd door UMEC-WUCT) zal de logo van de Vereniging komen te staan. Hier volgen enkele getuigenissen over onze dierbare Beatrice.
 
Le President de l'UMEC-WUCT: "Après une vie  ‘au service du catholicisme’, Béatrice nous a quitté en silence et grande modestie.  Son oeuvre était achevée après une longue vie au service de sa conviction. Elle pouvait enfin  en toute tranquillité retourner  à la maison du Père et de sa famille Polonaise. Nous n’oublierons jamais sa croyance sans aucun compromis, sa fidélité, son respect absolu pour les valeurs transmises par ses parents, sa foi plus que profonde. L’UMEC-WUCT perd en elle une vraie ‘aficionado de l’enseignemenet’ et tout l’Exécutif et les membres du Conseil l’appréciaient bien fort pour cet engagement sans limites. Nous croyons qu’elle restera avec nous et qu’elle continuera à être présente dans nos pensées et nos décisions. Chère Béatrice, je suis sûr que la porte du Ciel vous était  largement ouverte et que même les anges  vous y ont accompagné. Requiescat in pace!   G. Bourdeaud’hui (http://wuct-umec.blogspot.it/2016/06/beatrix-klakowicz.html)
La scomparsa della professoressa Beatrice Klakowicz ci addolora. Mi addolora. Mi lascia un vuoto incolmabile per tante ragioni, una in particolare: averla conosciuta, grazie a Cristina Buschi, nel suo «habitat» vaticano per lavorare insieme al più bel progetto artistico della mia vita, «L’Uomo da Dioniso a Cristo», terza parte della mia trilogia sculturale. E per quanto non l’avessi frequentata come avrei voluto a causa della non trascurabile distanza geografica che ci separava, nutrivo tuttavia per lei profonda stima e gratitudine incommensurabile per la vicinanza intellettuale oltre che spirituale che invece ci univa.
Beatrice aveva accettato di scrivere il primo dei suoi testi critici ed esegetici su alcuni miei lavori (link in calce) con intuito, ispirazione e passione unici, per meglio dire, tipici del suo modo di rapportarsi con empatia alla «non banalità» dell'esperienza artistica autoriale; oltre a recepire la bellezza del segno contemporaneo generato dall'arcaico, farlo proprio per poi dispensarlo attraverso le sue dotte analisi con inclusiva e impagabile generosità: testi messi a disposizione di chiunque ne fosse stato attratto per sensibilità o per studio.
Mi mancherà, anche se l'ho conosciuta soltanto per un tempo troppo breve, nel quale tuttavia ci siamo confrontati, scambiato opinioni, testimonianze e – perché no? – anche qualche critica necessaria, a me quantomeno indispensabile, per definire i canoni estetici della bellezza intrinseca dei nostri bagagli culturali – il mio così leggero rispetto al suo magistero, da essere ripiegato su se stesso come un sacchetto di carta – e del nostro Dna spirituale. Mi mancheranno, dicevo, la dolcezza e le sue spigolature caratteriali, la frugalità spesso eccessiva nel rapportarsi con il cibo da cui mi sembrava non ne traesse il ben che minimo piacere, forse con qualche rara eccezione, a suo dire. Di contro so per certo che le piaceva sorseggiare di tanto in tanto un buon bicchiere di vino, in particolare il bianco spumantizzato, purché di qualità, e ciò mi riempiva di gioia. A Verona mi confidò che se ci fosse stato qualcosa di irrinunciabile nei piaceri della vita, non necessariamente da gustare a tavola, quello sarebbe stato per lei un ottimo Prosecco! E ciò la dice lunga sul suo scrivere intorno alla bellezza che l'arte nei secoli ha messo in scena cantando il vino e le uve, recitandone gli effetti e ritraendone il dionisiaco, o rapportandosi con la sacralità cristica del vino, inteso come elemento rituale della liturgia eucaristica.
Mi mancherà la sua ironica intelligenza mai disgiunta dal buonumore – sorrido ancora delle sue barzellette inaspettate, non sempre all'acqua di rose, in un contesto serioso e, soprattutto, il suo velato romanticismo.
Visitando le città lacustri di Malgrate e Lecco mi disse di avvertire o, meglio, di captare nel paesaggio manzoniano, soprattutto nei monti alti che sovrastano Lecco e che si rispecchiano sul lago di Como il riverbero, i colori, l'aria, gli odori dei luoghi della sua infanzia, la nostalgia che dal cuore saliva con tremore e dolcezza nei suoi gesti silenziosi tali da coglierne la sorpresa, l'intensità, l'emozione espresse con impercettibili sottolineature che accompagnavano i suoi pensieri sussurrati con voce sottile e minuta.
I suoi scritti che direttamente e indirettamente mi riguardano o, meglio, che riguardano i miei lavori continuerò a considerarli una vera lectio magistralis: una perla di estetica teologica (chissà se il termine è corretto – mi farò perdonare altrimenti dal professor Gaspare Mura – ma è ciò che mi trasmettono) che orientano tuttora le mie scelte, il mio sentire progettuale, i miei deliri artistici intorno alla figura di Cristo e a quella mitologica di Dioniso che l'ha preceduto.
Vorrei ricordare ancora altre cose belle di Beatrice, ma penso che alcune vogliano restare intime in fondo al cuore.
Ciao, principessa, anche Dona ti saluta e ti abbraccia con grande affetto: riposa in pace.
Paolo

Link: http://www.paolomenon.com/pagina/paolo-menon-scultore-beatrix-klakowicz-teologa-filosofa.aspx
http://www.paolomenon.com/pagina/paolo-menon-villanova-del-ghebbo-beatrix-klakowicz.aspx
http://www.paolomenon.com/pagina/paolo-menon-scultore-villanova-ghebbo-beatrix-klakowicz.aspx

Beatrix Erika Klakowicz nasce il 6 luglio 1938 a Vienna (Austria) da antica famiglia nobile polacca, muore ad Anzio (Roma) il 17 giugno 2016.
1956-1961: si diploma all'Università di Vienna in Diritto Romano, Epigrafia, Numismatica e Paleografia Classica e Orientale. Corsi di perfezionamento a Parigi, Oxford e Heidelberg; partecipa agli scavi austriaci, francesi, inglesi e statunitensi in Medio Oriente.
1961: si laurea in Filosofia sub auspiciis Praesidentis Rei Publicae (Vienna).
1984: si laurea in Teologia summa cum laude (P.U. Lateranense).
1962 – 1963: Borsa di Studio dell’Österreichische Akademie der Wissenschaften, collaborando con i Musei Vaticani, il Deutsches Archäologisches Institut e l’Accademia Svedese.
1965-1983: Curatrice dei Musei di Orvieto, pubblica la storia della ricerca archeologica a Orvieto e prepara il progetto di un parco archeologico orvietano per la Regione Umbria.
1964/1965: corso di Filosofia e Teologia Tedesca nel Otto e Novecento nella P.U. di S.Tommaso (Angelicum).
1980-1985: corso di Catechesi e Spiritualità dei Monumenti Cristiani di Roma all’Istituto di Catechesi Missionaria (P.U. Urbaniana); corso sulla Prima Evangelizzazione d’Italia per gli studenti di Filosofia della P.U. Salesiana.
1982: Pontificio Istituto Biblico: studi teologico-orientali in Orientalia, edizione dei papiri egiziani RibesPalau Collection.
Pubblicazioni di carattere teologico, esegetico e orientalistico in varie riviste pontificie, italiane e straniere, presenzia con P. Agostino Trapé una Sezione dell’VIII Congresso Tomistico Internazionale sulla Aeterni Patris.
Dal 1986 è responsabile dell’Union Mondiale des Enseignants Catholiques (Forum des ONG della Segreteria di Stato, Vaticano), per la formazione spirituale e culturale degli insegnanti cattolici in tutto il mondo.

BEATRICE KLAKOWICZ: UNA VITA PER IL «NUOVO UMANESIMO EUROPEO»
Venerdì 17 giugno 2016 ci lasciava la professoressa Beatrice Klakowicz. L’ho incontrata per la prima volta nel 1986 quando da giovane salesiano studente di filosofia partecipavo alle visite culturali organizzate in Roma e in altre città. Una figura assai esile che tuttavia chissà dove trovava energie inimmaginabili per sostenere …i tour de force cui sottoponeva i gruppi a lei affidati. Esperienze di vera e propria interdisciplinarità, tra arte, cultura, storia civile, storia della Chiesa, filosofia, teologia, letteratura ecc., discipline che trovavamo concentrate in forma eccellente ed eccezionale proprio nella sua persona. L’ultima volta che l’ho incontrata è stato durante un’iniziativa culturale presso Sant’Ivo alla Sapienza, ove tenne un indimenticabile intervento sulla figura  e sull’arte di Francesco Borromini. Erano costanti ogni anno i nostri appuntamenti telefonici per gli auguri di buon compleanno, e sono onorato di ricordarla in queste pagine facendomi eco anche dei tanti amici e illustri personalità che l’hanno ricordata durante le scorse settimane. Tra esse Luc Van Looy (Vescovo di Gand e Presidente della Charitas europea), Giuseppe Cicolini (già Ispettore Generale del Ministero della Pubblica Istruzione e già Segretario UMECWUCT), Guy Bourdeaud’hui (Presidente UMEC-WUCT), Giovanni Perrone (Segretario Generale UMECWUCT), Giancarlo Boccardi (dirigente scolastico, già Presidente nazionale dell'AIMC, già membro del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione), Nella Benedetti Boccardi (già collaboratrice dell' Ufficio studi dell'AIMC e del CIFR), Gaspare Mura (Presidente dell’ASUS-Accademia di Scienze Umane e Sociali), Livia De Stefano (Presidente dell’Associazione “Passeggiate per Roma”), Paolo Menon (artista).
Beatrice Klakowicz nasce il 6 luglio 1938 a Vienna da una famiglia di antiche e nobili origini. Il padre era stato Procuratore dello Zar in Ucraina, trasferitosi prima a Cracovia alla caduta dell’impero zarista e poi a Vienna, mentre in Polonia – dove aveva conosciuto personalmente il futuro papa Giovanni Paolo II – venivano confiscati dal regime comunista tutti i beni della famiglia. Beatrice studia a Vienna, dove ottiene a partire dal 1956 le Lauree in Diritto Romano e in Epigrafia, Numismatica e Paleografia Classica e Orientale. Nel 1961 le viene conferita anche la Laurea in Filosofia sub auspiciis Praesidentis Rei Publicae. Seguì vari corsi di perfezionamento a Parigi, Oxford e Heidelberg, partecipando inoltre a varie campagne di scavi archeologici in Medio Oriente. Nel 1962 ottenne una Borsa di Studio dall’Österreichische Akademie der Wissenschaften che le diede la possibilità di venire a Roma, collaborando con i Musei Vaticani, il Deutsches Archäologisches Institut e l’Accademia Svedese. In Urbe pose così la sua residenza, continuò gli studi, svolse attività di ricerca e d’insegnamento. Nel 1964 le fu affidato un Corso di Filosofia e Teologia Tedesca presso l’Angelicum, mentre dal 1965 al 1983 svolse il compito di Curatrice dei Musei di Orvieto. Durante quel periodo pubblicò la Storia della ricerca archeologica a Orvieto e preparò il progetto di un parco archeologico orvietano. Collaborò attivamente con Papa San Giovanni Paolo II, il quale le affidò vari incarichi e missioni di fiducia, temi a proposito dei quali ha sempre voluto mantenere grande riservatezza.
A Roma dal 1980 al 1985 ha svolto Corsi di Catechesi e di Spiritualità dei Monumenti Cristiani per l’Istituto di Catechesi Missionaria della Pontificia Università Urbaniana. Grazie alla sua vasta cultura, e alla conoscenza crescente della qualità e interesse delle visite da lei guidate, sono via via aumentati i gruppi e le associazioni che le hanno richiesto incontri culturali, lezioni e guide ai monumenti, come la Comunità Salesiana “San Tarcisio”, il Coro Interuniversitario di Roma, il Centro Culturale «Paolo VI» di Sant’Ivo alla Sapienza, amici dell’Università Cattolica di Milano e del Policlinico Gemelli di Roma, soci dell’ASUS e di «Passeggiate per Roma», etc.
Nel 1982, collaborando con il Pontificio Istituto Biblico, ha pubblicato un’edizione prestigiosa dei papiri egiziani della Ribes-Palau Collection, dopo aver ottenuto negli anni precedenti i Diplomi in Epigrafia e Paleografia greca e latina, nonché in Papirologia. Nel 1984  si è anche Laureata in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense con uno studio molto apprezzato sulle concezioni e credenze religiose dell’Antico Oriente. Beatrice Klakowicz ha presenziato a numerosi Convegni internazionali e ha curato diverse pubblicazioni di carattere teologico, esegetico e orientalistico in varie riviste pontificie, italiane e straniere.
Negli ultimi vent’anni, dal 1986, ha curato l’Ufficio di Segreteria dell’Unione Mondiale degli Insegnanti Cattolici (UMEC) e ha collaborato con il Forum delle ONG e con la Segreteria di Stato del Vaticano. Era incaricata dei contatti con le Associazioni Nazionali degli Insegnanti Cattolici di tutto il mondo, compito che svolse con competenza ed amore. In questo lungo periodo in cui ha prestato generoso e qualificato servizio al Palazzo San Calisto, fino al 2013, ha dato viva testimonianza di impegno culturale ed ecclesiale, anche nei momenti in cui la sua salute era già più precaria. Viveva a Nettuno, dedicandosi soprattutto allo studio e alla preghiera, ma quando richiesta si sottoponeva ancora a grandi sacrifici pur di adempiere, con massima cura, ai suoi impegni, perché riteneva un grande onore il continuare a servire la Chiesa. Si è spenta ad Anzio dopo un lungo periodo di sofferenza e di ricovero in una struttura ospedaliera. Negli ultimi giorni della sua vita ha più volte chiesto di poter essere sepolta nel Cimitero Teutonico del Vaticano, affermando di averne antico diritto.
Beatrice Klakowicz nel corso della sua vita ha curato la formazione e la spiritualità, mai la ricchezza. Ha reso gratuitamente molteplici e importanti servizi alla Santa Sede e ai singoli Sommi Pontefici, nonché a molte associazioni cattoliche. Ha vissuto con dignità e con povertà: sentiva il dovere di una missione evangelizzatrice attraverso la conoscenza della storia cristiana e la  «teologia della bellezza», e ha fatto del bene a tanti avvicinandoli a Dio attraverso il suo  servizio culturale e l’appassionato gusto dell’arte cristiana e della testimonianza dei santi. Di origine polacca, di cristallina fede cristiana, di alta cultura prima tedesca e poi italiana, Beatrice si è dedicata anima e corpo affinché nei suoi studi e pubblicazioni rifulgesse la grandezza e la bellezza delle memorie cristiane e per aiutare – anche attraverso la sua straordinaria conoscenza di numerose tra le principali lingue moderne e quelle classiche – a rinverdire una coscienza ed una cultura europea degna delle sue radici più profonde. Per questo le si addice particolarmente ciò che Papa Francesco il 6 maggio scorso, ricevendo il Premio «Carlo Magno», ha chiamato «nuovo umanesimo europeo», affermando che esso si caratterizza per essere un costante cammino di umanizzazione cui servono memoria, coraggio, sana e umana utopia, amore per la bellezza della cultura, e una vita semplice.
Mauro Mantovani
Rettore Magnifico dell'Università Pontificia Salesiana

BEATRIX KLAKLOWICZ HAS RETURNED TO THE FATHER

Dr. Beatrice Klakowicz has returned to the Father. UMEC-WUCT remembers with gratitude her generous and loyal dedication to the Rome office, her culture and profoundness. May we pray for her.

On the gravestone which is dedicated by UMEC-WUCT, will be the logo of the Union.
Following are a few testimonies of our dear Beatrice.

La Dra. Beatrice Klakowicz ha vuelto a la casa del Padre. La UMEC-WUCT recordará con gratitud su largo compromiso, generoso y fiel a la oficina de Roma y su cultura profunda. Oramos por ustedes.
El logotipo de l UMEC será colocado en la lápida (donado por la Unión).

Unido al testimonio del Presidente de la UMEC y otros amigos en la querida Beatrice.

Dr. Beatrice Klakowicz est retourné au Père. UMEC-WUCT se souvient avec gratitude son dévouement généreux et loyal au bureau de Rome, sa culture et la profondeur.
Pouvons-nous prier pour elle. Sur la pierre tombale qui est consacré par UMEC-UMEC, sera le logo de l'Union.
Voici quelques témoignages de notre chère Béatrice.

La dr.ssa Beatrice Klakowicz è tornata alla Casa del Padre. UMEC-WUCT ricorda con gratitudine il suo generoso e leale impegno nell'ufficio di Roma e la sua profonda cultura. Preghiamo per Lei. L'UMEC ha donato la lapide per la sua tomba. Vi sarà inciso il logo dell'Unione.

Beatrice Klakowicz is teruggekeerd naar de Vader. UMEC-WUCT denkt in dankbaarheid aan haar grote en trouwe toewijding (meer dan 20 jaar) aan het bureau in Rome, en aan haar diepgevoelde culturele engagement. Laten wij voor haar bidden.
Op de grafsteen (gedoneerd door UMEC-WUCT) zal de logo van de Vereniging komen te staan.
Hier volgen enkele getuigenissen over onze dierbare Beatrice.

Le President de l'UMEC-WUCT: "Après une vie  ‘au service du catholicisme’, Béatrice nous a quitté en silence et grande modestie.  Son oeuvre était achevée après une longue vie au service de sa conviction.
Elle pouvait enfin  en toute tranquillité retourner  à la maison du Père et de sa famille Polonaise.
Nous n’oublierons jamais sa croyance sans aucun compromis, sa fidélité, son respect absolu pour les valeurs transmises par ses parents, sa foi plus que profonde.
L’UMEC-WUCT perd en elle une vraie ‘aficionado de l’enseignemenet’ et tout l’Exécutif et les membres du Conseil l’appréciaient bien fort pour cet engagement sans limites.
Nous croyons qu’elle restera avec nous et qu’elle continuera à être présente dans nos pensées et nos décisions.
Chère Béatrice, je suis sûr que la porte du Ciel vous était  largement ouverte et que même les anges  vous y ont accompagné.
Requiescat in pace!

G. Bourdeaud’hui
(http://wuct-umec.blogspot.it/2016/06/beatrix-klakowicz.html)
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