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«IL BELLO DI BACCO» SUL PODIO DEL PREMIO LETTERARIO «LA LOCANDA DEL DOGE» DI ROVIGO

Rovigo, 18 ottobre 2015. Queste le motivazioni del Premio letterario internazionale «La locanda del Doge» sul saggio «Il bello di Bacco - Appunti di viaggio nelle eleganti terre enoiche dell'arte» di Paolo Menon, edizioni Centro Diffusione Arte, 2009, Milano. L'autore, originario di Villanova del Ghebbo, Rovigo, vive da molti anni in Brianza. Una carriera prestigiosa, la sua: prima pittore, poi giornalista, art director, direttore di importanti periodici italiani. Tra i critici che si sono occupati della sua Arte figura Martina Corgnati insieme a Mario Borgese, Luciano Caprile e altri illustri nomi della critica nazionale. «Il bello di Bacco» è un'opera meravigliosa, realizzata su carta eburnea di fibra di legno, un'opera che è un «diario di viaggio» e induce il lettore alla riflessione oltre a far emergere l'importanza del segno «con cui nei secoli gli artisti hanno strutturato il fascino ambiguo, a volte brutale del dio della Vite e della vegetazione. Ritraendolo». Un saggio esaltante sull'affascinante mondo del «vino dipinto e scolpito dai più grandi artisti del mondo». Si rimane avvinti ed ammirati dinanzi a quest'opera di Menon che evidenzia sapienza storica, mitologica, artistica, letteraria. Un viaggio del Mito di Bacco, lungo la storia dell'arte. Angioletta Masiero, poetessa, presidente della Giuria con Stefano Valentini, presidente onorario Hafez Haidar, presidente comitato Diritti umani Rodolfo Vettorello, vice presidente Gianfranco Turato, giurato Alberto Cristini, giurato Cristiana Rigobello, coordinatrice artistica e addetta stampa Dante Bernardinelli, segretario.
 
Nella foto: il volume premiato, le motivazioni scritte di pugno da Angioletta Masiero e un particolare del riconoscimento in bronzo della IV edizione del Premio internazionale di letteratura La Locanda del Doge di Rovigo.
 
 
SUL PRECEDENTE PODIO DEL PREMIO PANNUNZIO Torino, 23 novembre 2013. Queste le motivazioni del Premio sul saggio «Il bello di Bacco - Appunti di viaggio nelle eleganti terre enoiche dell'arte» di Paolo Menon, edizioni Centro Diffusione Arte, 2009, Milano. Paolo Menon, graphic designer, giornalista, scultore, ha esposto, oltre che nelle più importanti città italiane, in Germania, in Austria e negli Stati Uniti. Dopo aver viaggiato per il mondo si è stabilito a Perego, in Brianza, dove vive e lavora. La sua Musa ispiratrice è attratta dal nettare di Dioniso e ci sarà guida in questo viaggio nelle terre enoiche dell'arte, in cui Paolo Menon ci introdurrà «nell'affasciante mondo del vino dipinto e scolpito dai più grandi artisti del mondo». Filo conduttore della storia sarà soprattutto Dioniso, perché «prima della scienza, prima della religione c'é il mito». L'itinerario si dipana lungo sette capitoli-percorsi che vanno dal VI secolo a.C. fino ai nostri giorni, impreziositi da fotografie, disegni, incisioni, accompagnate dall'eco della poesia sacra e profana ispirata al vino nel corso dei secoli. Difficile dire se questo sia un libro essenzialmente da leggere o piuttosto prima di tutto da guardare. Sfogliarlo è un piacere per gli occhi: l'autore confessa di aver imparato ad amare la scrittura legandola al segno, e il segno alla grafica, e la grafica al bianco e nero, che qui gli è sembrato giusto più di ogni altro colore, perché non ha i colori della realtà, ma del pensiero. Le immagini, pur di per sé significative, rimandano alle parole, e il testo rivela la cultura vasta, articolata, che abbraccia vari campi del sapere e ne coglie le connessioni profonde. Insomma, è un libro da cui lasciarsi catturare e su cui si ritorna sempre con rinnovato piacere.
Pier Carlo Quaglieni, storico e giornalista, presidente del Centro di Studi e Ricerche Mario Pannunzio Carla Zullo Piccoli, docente e segretario generale del Premio Pannunzio
Rovigo, 18 ottobre 2015. Queste le motivazioni del Premio letterario internazionale «La locanda del Doge» sul saggio «Il bello di Bacco - Appunti di viaggio nelle eleganti terre enoiche dell'arte» di Paolo Menon, edizioni Centro Diffusione Arte, 2009, Milano.
L'autore, originario di Villanova del Ghebbo, Rovigo, vive da molti anni in Brianza. Una carriera prestigiosa, la sua: prima pittore, poi giornalista, art director, direttore di importanti periodici italiani.
Tra i critici che si sono occupati della sua Arte figura Martina Corgnati insieme a Mario Borgese, Luciano Caprile e altri illustri nomi della critica nazionale.
«Il bello di Bacco» è un'opera meravigliosa, realizzata su carta eburnea di fibra di legno, un'opera che è un «diario di viaggio» e induce il lettore alla riflessione oltre a far emergere l'importanza del segno «con cui nei secoli gli artisti hanno strutturato il fascino ambiguo, a volte brutale del dio della Vite e della vegetazione. Ritraendolo».
Un saggio esaltante sull'affascinante mondo del «vino dipinto e scolpito dai più grandi artisti del mondo». Si rimane avvinti ed ammirati dinanzi a quest'opera di Menon che evidenzia sapienza storica, mitologica, artistica, letteraria. Un viaggio del Mito di Bacco, lungo la storia dell'arte.
Angioletta Masiero, poetessa, presidente della Giuria
con Stefano Valentini, presidente onorario
Hafez Haidar, presidente comitato Diritti umani
Rodolfo Vettorello, vice presidente
Gianfranco Turato, giurato
Alberto Cristini, giurato
Cristiana Rigobello, coordinatrice artistica e addetta stampa
Dante Bernardinelli, segretario.

Nella foto: il volume premiato, le motivazioni scritte di pugno da Angioletta Masiero e un particolare del riconoscimento in bronzo della IV edizione del Premio internazionale di letteratura La Locanda del Doge di Rovigo.


SUL PRECEDENTE PODIO DEL PREMIO PANNUNZIO
Torino, 23 novembre 2013. Queste le motivazioni del Premio sul saggio «Il bello di Bacco - Appunti di viaggio nelle eleganti terre enoiche dell'arte» di Paolo Menon, edizioni Centro Diffusione Arte, 2009, Milano.
Paolo Menon, graphic designer, giornalista, scultore, ha esposto, oltre che nelle più importanti città italiane, in Germania, in Austria e negli Stati Uniti.
Dopo aver viaggiato per il mondo si è stabilito a Perego, in Brianza, dove vive e lavora. La sua Musa ispiratrice è attratta dal nettare di Dioniso e ci sarà guida in questo viaggio nelle terre enoiche dell'arte, in cui Paolo Menon ci introdurrà «nell'affasciante mondo del vino dipinto e scolpito dai più grandi artisti del mondo». Filo conduttore della storia sarà soprattutto Dioniso, perché «prima della scienza, prima della religione c'é il mito». L'itinerario si dipana lungo sette capitoli-percorsi che vanno dal VI secolo a.C. fino ai nostri giorni, impreziositi da fotografie, disegni, incisioni, accompagnate dall'eco della poesia sacra e profana ispirata al vino nel corso dei secoli.
Difficile dire se questo sia un libro essenzialmente da leggere o piuttosto prima di tutto da guardare. Sfogliarlo è un piacere per gli occhi: l'autore confessa di aver imparato ad amare la scrittura legandola al segno, e il segno alla grafica, e la grafica al bianco e nero, che qui gli è sembrato giusto più di ogni altro colore, perché non ha i colori della realtà, ma del pensiero.
Le immagini, pur di per sé significative, rimandano alle parole, e il testo rivela la cultura vasta, articolata, che abbraccia vari campi del sapere e ne coglie le connessioni profonde. Insomma, è un libro da cui lasciarsi catturare e su cui si ritorna sempre con rinnovato piacere.

Pier Carlo Quaglieni, storico e giornalista, presidente del Centro di Studi e Ricerche Mario Pannunzio
Carla Zullo Piccoli, docente e segretario generale del Premio Pannunzio
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