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MUSEO DEL TESORO DEL DUOMO DI VIGEVANO: IN ESPOSIZIONE IL «PADRE MISERICORDIOSO» DI MENON

Era perduto ed è stato ritrovato: 20 artisti si confrontano con l’immagine del Figliol Prodigo e della Misericordia . L'arte moderna e contemporanea ha difficoltà a misurarsi con il Sacro. Molte sono le ragioni che hanno reso difficile, e a volte interrotto, il dialogo tra la Chiesa e gli artisti. L'arte moderna ha visto una vivacissima fioritura di invenzioni iconografiche, delineando immagini inedite e spesso talmente inaspettate da risultare incomprensibili. La novità è sempre stata appannaggio degli artisti, ma l'arte moderna ha esasperato la libertà espressiva, la soggettività, ricercando linguaggi a volte astrusi a volte provocatori. Un'altra delle ragioni dello scollamento tra Arte e Chiesa, è stata la mancanza di committenze. Paolo VI prima e il Cardinal Martini poi, hanno intensamente cercato di ricucire lo strappo: «operatori di bellezza» così definiva gli artisti il Cardinale, riconoscendoli come «tramite attraverso il quale il divino parla». Nell'anno del Giubileo della Misericordia, il Museo del Tesoro del Duomo in collaborazione con Arte in Vigevano presenta una seleziona dei 20 artisti coinvolti nella parabola del Padre Misericordioso detta anche Figliol Prodigo, così ben rappresentata sugli arazzi fiamminghi che il Museo custodisce. «…Era perduto ed è stato ritrovato» non è solo la parte finale della parabola, non si riferisce solo alla Misericordia del Padre, ma anche al lavoro degli artisti per la diffusione del Vangelo, perché possano tornare attraverso le loro opere a diffondere e spiegare il messaggio cristiano. Dove l' umanità dice «perduto», la misericordia dice «trovato»; dove l' umanità dice «finito», la misericordia dice «rinato». «Esiste ancora, esiste anche in questo nostro arido mondo secolarizzato una capacità prodigiosa di esprimere, oltre l'umano autentico, il religioso, il divino, il cristiano» Paolo VI.  
 
Nella foto: « Padre misericordioso », gesso patinato di Paolo Menon, scultura in esposizione dal 24 settembre al 16 novembre 2016 nelle sale del Museo del Tesoro del Duomo di Vigevano (Pavia).
Didascalia in catalogo: «Opera altamente simbolica, tutta ruotante sul vuoto che si forma nell’unione delle b r a c cia d el ‘s alv a t o’ e d el s alv a t o r e . C hi s olle v a e c hi vie n e s olle v a t o f o r m a n o u n t u t t’u n o fluid o e g e o m e t ric o . L’a s s e n z a d elle m a ni u nis c e i d u e p e r s o n a g gi in u n a b b r a c cio c h e divie n e e m ble m a tic o dell’eternità della misericordia di Dio».
LA VALLETTA BRIANZA: IL PADRE MISERICORDIOSO DI MENON IN MOSTRA A VIGEVANO
Paolo Menon in mostra nel Duomo di Vigevano, per raccontare, naturalmente con una scultura, una delle parabole più conosciute del Vangelo: quella del Figliol Prodigo. «Padre Misericordioso» è infatti il titolo dell'opera che lo scultore della Valletta  – già Perego – sta esponendo, con altri diciannove artisti in una mostra unica nel suo genere. « Era perduto ed è stato ritrovato è il titolo della mostra, credo unica nel suo genere, dove espongo con altri colleghi – spiega Menon, da molti anni casa e bottega a due passi dal Lissolo – è una mostra dedicata ad un brano del Vangelo di grande pathos e attualità». A complemento della manifestazione, che sarà visitabile fino al 16 novembre, sono in agenda conferenze sulla teologia della Misericordia tra ottobre e novembre, appuntamenti che accompagneranno i fedeli della Diocesi di Milano (della quale Vigevano, come Lecco, è parte) verso la chiusura dell'Anno Santo. La scultura di Paolo Menon rimarrà poi in permanenza, nel Museo del Tesoro del Duomo di Vigevano.
Di Sergio Perego, da www.merateonline.it
Era perduto ed è stato ritrovato: 20 artisti si confrontano con l’immagine del Figliol Prodigo e della Misericordia. L'arte moderna e contemporanea ha difficoltà a misurarsi con il Sacro. Molte sono le ragioni che hanno reso difficile, e a volte interrotto, il dialogo tra la Chiesa e gli artisti.
L'arte moderna ha visto una vivacissima fioritura di invenzioni iconografiche, delineando immagini inedite e spesso talmente inaspettate da risultare incomprensibili. La novità è sempre stata appannaggio degli artisti, ma l'arte moderna ha esasperato la libertà espressiva, la soggettività, ricercando linguaggi a volte astrusi a volte provocatori.
Un'altra delle ragioni dello scollamento tra Arte e Chiesa, è stata la mancanza di committenze. Paolo VI prima e il Cardinal Martini poi, hanno intensamente cercato di ricucire lo strappo: «operatori di bellezza» così definiva gli artisti il Cardinale, riconoscendoli come «tramite attraverso il quale il divino parla».
Nell'anno del Giubileo della Misericordia, il Museo del Tesoro del Duomo in collaborazione con Arte in Vigevano presenta una seleziona dei 20 artisti coinvolti nella parabola del Padre Misericordioso detta anche Figliol Prodigo, così ben rappresentata sugli arazzi fiamminghi che il Museo custodisce.
«…Era perduto ed è stato ritrovato» non è solo la parte finale della parabola, non si riferisce solo alla Misericordia del Padre, ma anche al lavoro degli artisti per la diffusione del Vangelo, perché possano tornare attraverso le loro opere a diffondere e spiegare il messaggio cristiano. Dove l' umanità dice «perduto», la misericordia dice «trovato»; dove l' umanità dice «finito», la misericordia dice «rinato».
«Esiste ancora, esiste anche in questo nostro arido mondo secolarizzato una capacità prodigiosa di esprimere, oltre l'umano autentico, il religioso, il divino, il cristiano» Paolo VI.

Nella foto: « Padre misericordioso », gesso patinato di Paolo Menon, scultura in esposizione dal 24 settembre al 16 novembre 2016 nelle sale del Museo del Tesoro del Duomo di Vigevano (Pavia).

Didascalia in catalogo: «Opera altamente simbolica, tutta ruotante sul vuoto che si forma nell’unione delle braccia del ‘salvato’ e del salvatore. Chi solleva e chi viene sollevato formano un tutt'uno fluido e geometrico. L’assenza delle mani unisce i due personaggi in un abbraccio che diviene emblematico dell’eternità della misericordia di Dio».

LA VALLETTA BRIANZA: IL PADRE MISERICORDIOSO DI MENON IN MOSTRA A VIGEVANO

Paolo Menon in mostra nel Duomo di Vigevano, per raccontare, naturalmente con una scultura, una delle parabole più conosciute del Vangelo: quella del Figliol Prodigo. «Padre Misericordioso» è infatti il titolo dell'opera che lo scultore della Valletta  – già Perego – sta esponendo, con altri diciannove artisti in una mostra unica nel suo genere. «Era perduto ed è stato ritrovato è il titolo della mostra, credo unica nel suo genere, dove espongo con altri colleghi – spiega Menon, da molti anni casa e bottega a due passi dal Lissolo – è una mostra dedicata ad un brano del Vangelo di grande pathos e attualità».
A complemento della manifestazione, che sarà visitabile fino al 16 novembre, sono in agenda conferenze sulla teologia della Misericordia tra ottobre e novembre, appuntamenti che accompagneranno i fedeli della Diocesi di Milano (della quale Vigevano, come Lecco, è parte) verso la chiusura dell'Anno Santo.
La scultura di Paolo Menon rimarrà poi in permanenza, nel Museo del Tesoro del Duomo di Vigevano.

Di Sergio Perego, da www.merateonline.it
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