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MILLE RACCONTI A BRIGLIA SCIOLTA

Una passione, un amico e una vita da raccontare. Ecco Gente di cavalli, mensile di cultura equestre dalla grafica innovativa, le immagini ricercate e tante, tante storie. “L’idea”, spiega Paolo Menon, direttore ed editore della rivista che tira trentamila copie ed esce i primi di ogni mese, “è quella di capire il cavallo attraverso le esperienze dei protagonisti osannati in tutto il mondo. Ai nostri lettori vogliamo raccontare non come si va a cavallo, ma chi, dove e perché cavalca. Parliamo di cultura, di professioni, di vita”. Perché quando discutono della loro passione tutti, personaggi illustri, come Maria Sole Agnelli o Andrea Riffeser, Re Hussein di Giordania o gli esponenti della famiglia reale inglese, fino ai giovani fantini, parlano a briglia sciolta. Può accadere che perfino Luciano Pavarotti spiegando il suo amore per i cavalli, “una bella sinfonia”, sveli aneddoti mai raccontati. Come quando doveva sfilare, il giorno del Columbus Day, a New York. Il tragitto era lungo, così “big” Luciano scelse di montare un destriero di 18 anni, Maverick, e dietro di lui a piedi Jimmi Carter e George Bush. Pavarotti sfilò lo stesso, anche se il giorno prima una telefonata anonima lo aveva avvertito che ci sarebbe stato un attentato a Carter. “La gente diceva: guarda che sguardo fiero che ha Pavarotti; in realtà tenevo gli occhi puntati sui piani alti delle case”.
Ma cge rapporto hanno con il cavallo i personaggi che si raccontano? “Intimo”, spiega Paolo Menon, “per questo quando parlano di cavalli si scoprono: viene fuori la loro umanità, la loro storia, le loro radici. Si nota così una umanizzazione del rapporto tra cavallo e cavaliere”. Così Gente di cavalli decide di intervistare anche lui, il protagonista: il cavallo. E il dialogo immaginario con il purosangue da corsa si apre così: “Maremma arrapata, ma davvero voi parlà cò me, col vecchio Buzzicone”. Buzzicone, il cavallo che sussurra agli uomini. Aveva ragione J.D. Salinger, l’autore de Il giovane Holden: “A me non piacciono le macchine. Non m’interessano. Preferirei un dannato cavallo. Un cavallo per lo meno è umano”. (D.B.)

RASSEGNA STAMPA
Da: Il Borghese, n.14, 1999