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MESSAGE ON THE BOTTLE

Può l'etichetta di una bottiglia diventare più preziosa del vino stesso? Se a disegnarla è qualcuno che si chiama Guttuso, Botero o Pomodoro, forse sì. Per questo Paolo Menon, giornalista, art director e collezionista d'arte, ha scritto Per vino e per segno (Edizioni Centro Diffusione Arte di Milano, 78,00 Euro). Un'antologia che raccoglie circa 200 etichette d'autore, firmate tra gli altri da Baj, Tadini, Mattotti, Sassu, Yoko Ono, Altan, Missoni.

Quando nasce l'idea del libro?
"Era il 1986. Facevo l'art director. A Natale ricevetti una bottiglia di Libecchio. Con grande stupore mi accorsi che l'etichetta era stata disegnata da Guttuso e pensai: "Se un artista di così grande valore presta la sua matita per un'etichetta, chissà come sarà buono questo vino!". Cominciai così a collezionare le etichette d'autore delle migliori bottiglie".

A quali sei più affezionato?
"Alle due etichette di Tono Zancanaro, un antesignano della comunicazione enografica, create in occasione della visita di Charles De Gaulle in Italia nel 1965".

Che cosa hai voluto dimostrare con il tuo lavoro?
"Come anche un appassionato di vini con meno passione per le opere dei grandi maestri possa accostarsi all'arte e viceversa". Gran parte della preziosa collezione di etichette di Menon, sarà esposta dall'1 al 29 dicembre nella sala St-Art (Globe Restaurant and Wine bar) al palazzo Coin di Piazza Cinque giornate a Milano. (L.F.)

RASSEGNA STAMPA
Da: © Max, novembre 2003, Rcs Periodici.

Nelle due pagine tratte dal primo volume "Per vino e per segno": le etichette bronzee di Arnaldo Pomodoro per Guido Berlucchi.