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Menon espone il suo "Es" a Venezia

Dal 10 maggio al 15 giugno 2008, Paolo Menon esporrà due dei suoi lavori in collettiva presso il prestigioso Spazioeventi Mondadori al 1345 di San Marco a Venezia. La mostra è curata da Roberto Ronca di Art&fortE (vedi link) con la direzione organizzativa di Piergiorgio Baroldi. Vernissage sabato 10 maggio ore 20,30.

ES, L'AUTORITRATTO PSICOLOGICO TRA REALTA' E METAFORA
L'Es (o Id) è, secondo la teoria freudiana, quella istanza intrapsichica che "rappresenta la voce della natura nell'animo dell'uomo". L'Es, infatti contiene quelle spinte pulsionali di carattere erotico (Eros) ed aggressivo ed auto/distruttiva (Thanatos) che sono il modo squisitamente umano, in cui gli istinti si sono evoluti. È la parte più inconscia della nostra mente.
Il concetto della mostra parte dall’idea che l’artista, nella raffigurazione della realtà dal proprio punto di vista, rappresenta il reale o il fantastico, ma sempre in una connotazione “al di fuori” di sé: anche quando l’opera non ha un significato esplicito o immediato, l’osservatore esterno va a cercare i perché reconditi della rappresentazione stessa.
Ora si chiede all’artista di mostrare la sua parte più intima, la percezione di se stesso. Si mostra un’opera che diventa metafora dell’Es, dell’Io istintivo che spinge per uscire e che in qualsiasi altra opera noi esterni andiamo a ricercare incessantemente, spesso male interpretando quanto l’artista vuole, o non vuole dire. L’Io rappresentato è la liberazione del concetto di sé come spinta istintiva.
Che si voglia dire o non si voglia dire, sarà comunque l’artista, che in quel momento si mette in mostra quasi fosse un corpo nudo, esposto all’osservazione di altri occhi. L’io è una spiegazione impossibile di per se stessa dal punto di vista figurativo in quanto concetto tra i più astratti, e quindi a maggior ragione interessante e accattivante nella ricerca dell’immagine concreta di qualcosa che non può essere spiegato.
Il protagonista assoluto della mostra è l’animo dell’artista, che concretizzando il proprio sentire attraverso il gesto artistico, veicola la propria interiorità verso l’esterno con la rappresentazione del proprio autoritratto. Che questo ritrarsi sia psicologico o che possa volutamente essere privo di significati intrinseci non importa. L’elemento interessante è poter vedere quello che ogni artista ha da dire di se stesso.
Testo di Roberto Ronca

Nella foto, le due sculture di Menon selezionate da Art&fortE per Es.