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MAX VENTICINQUENNE

(...) Nonostante tutto, Max all'inizio stentò parecchio. Giunto al sesto numero, ci fu chi ipotizzò persino di chiuderlo. Per fortuna nessuno lo fece. Nel frattempo la redazione si era convinta che il progetto fosse vincente, quindi ci rimboccammo le maniche per dare ognuno il nostro piccolo contributo. Facevamo riunioni infinite, analizzavamo nel dettaglio tutti gli articoli e ogni singola fotografia, cercando di individuare eventuali errori e quale la via migliore da seguire. (...)
Giorno dopo giorno, numero dopo numero, a forza di correggere il tiro abbiamo imboccato la via giusta e Max è diventato un fenomeno editoriale: oltre a far registrare un clamoroso successo in patria, è stato il primo giornale concepito e nato in Italia ad avere numerose edizioni internazionali. Resta da dire che il progetto grafico di Max fu opera di Paolo Menon. E quel logo che resiste da 25 anni fu una sua intuizione. Se ha ancora un impatto fortissimo sull'immaginario collettivo e continua ad avere un grande appeal anche all'estero, qualche ragione certamente c'è.

RASSEGNA STAMPA
Testo di Massimo Poggini

Da © Max, «Io c'ero. Entusiasmo, eccitazione e, soprattutto, un gran casino. Ecco come nasceva 25 anni fa il primo maschile italiano. Visto, in presa diretta, da... un angolino».
Numero 3, marzo 2010, anno XXVI, Rcs Periodici.

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