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IL VINO? E' UN'ARTE SE L'ETICHETTA È "DOC"

Milano - "Folgorato dal vino nel cuore", cantava il poeta nell'antica Grecia. La passione è traboccata nella grafica. Paolo Menon, art director milanese e direttore di Case & Country, ha raccolto migliaia di etichette, selezionando la più prestigiosa collezione tutta italiana: uno stemmario del gusto, Per vino e per segno, titolo di una pubblicazione attesa dagli appassionati (a Milano ha sede l'Aicev, associazione dei collezionisti) e della mostra che si apre oggi con il convegno "La denominazione di origine dei vini per la qualificazione del territorio", a Palazzo Callori di Vignale Monferrato (Alessandria). In otto album, sono esposte le più belle allegorie dell'arte del vino (sino al 3 novembre), con una rarissima prova d'autore in ottone bronzato di Arnaldo Pomodoro, per Cuvée Imperiale Berlucchi 2000.

Quando, Menon, il colpo di fulmine?
"Primi anni '80, una vignetta di Forattini conquistò i miei sensi. La collezione è diventata poi una forma di gratitudine verso chi ha pensato agli artisti, per lasciare un segno indelebile del vino che ho bevuto e che avrò il piacere di degustare nella memoria".

Lei ha collezionato grandi firme...
"Ho badato alla qualità. E l'ho trovata espressa ai massimi livelli sulle bottiglie del Vino della Pace, Cantina di Cormòns, prodotto da più di 400 vitigni da tutto il mondo: squisita semplicità per un messaggio di fratellanza".

Chi fra i lombardi ha firmato per la pace?
"Baj nell'86, per la prima vendemmia. Sassu nel '92, l'indimenticabile Tadini nel '99. Fo nel 2000 ha aggiunto che "la pace va bevuta in gran compagnia".

Vini lombardi blasonati da artisti?
"Un Brut bergamasco Medolago Albani, l'unico vino battezzato con il nome del creatore della sua immagine, Mario Donizetti. E un Monte Rossa Franciacorta Riserva Cabochon, etichettato in argento Buccellati".

RASSEGNA STAMPA
Testo di Anna Mangiarotti
Dal quotidiano: © Il Giorno, 19 ottobre 2002