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GIUSEPPE ZENTI, VESCOVO DI VERONA: "LA VIA DELLA BELLEZZA"

Mi è compito assai gradito presentare questa mostra in itinere dello scultore Paolo Menon che è ospitata nella nostra Cattedrale. Fin dal titolo: «L’uomo, da Dioniso a Cristo», essa richiama il confronto tra cultura greca e cristianesimo, vale a dire tra due diverse concezioni dell’uomo, della sua origine, della sua vita, del suo destino. Dioniso, simbolo del vitalismo dell’esistenza, Cristo, di un amore che sa sacrificarsi per gli altri e che, proprio per questo, salva e redime.

L’evangelizzazione ha percorso e continua a percorrere molte vie per far pervenire all’uomo di ogni tempo il messaggio d’amore di Gesù di Nazareth, in cui Dio si è fatto uomo. Una di queste è la «via della bellezza». Chi entra nelle nostre belle Chiese storiche è aiutato a incontrare la presenza di Dio attraverso la bellezza di opere d’arte, ispirate dalla Bibbia, che è la tavolozza dove i pittori possono intingere i loro pennelli, come afferma un noto artista, e a cui molti scultori si possono rivolgere per guidare i loro scalpelli a dare forma alla materia grezza.

Come scrisse il beato Giovanni Paolo II nella lettera che rivolse agli artisti nel Giubileo del 2000, essi sono coloro che nelle varie epoche cercano sempre nuove «epifanie della bellezza». La società ha bisogno di arte, soprattutto oggi in cui la cultura sembra ridotta al consumo e al commercio. Ne ha bisogno anche la Chiesa. Lo ha affermato il grande papa colto Paolo VI in un memorabile incontro con gli artisti nella Cappella Sistina il 7 maggio 1964: «Noi abbiamo bisogno di voi – egli disse –. Il Nostro ministero ha bisogno della vostra collaborazione. Perché, come sapete, il Nostro ministero è quello di predicare e di rendere accessibile e comprensibile, anzi commovente, il mondo dello spirito, dell’invisibile, dell’ineffabile, di Dio. E in questa operazione... voi siete maestri. E’ il vostro mestiere, la vostra missione; e la vostra arte è quella di carpire dal cielo dello spirito i suoi tesori e rivestirli di parola, di colori, di forme, di accessibilità».

Questo passaggio è stato richiamato qualche anno fa da Papa Benedetto XVI nello stesso luogo per ribadire la necessità di un rinnovato incontro tra fede e arte e per invitare gli artisti ad essere «i custodi della bellezza e i testimoni della speranza».
Auguro a tutti coloro che visiteranno questa mostra di uscire dalla nostra Cattedrale col cuore arricchito della spiritualità che queste opere sanno infondere allo sguardo attento, e con la gioia e la speranza che la bellezza sa sempre trasmettere.

+ Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona

Intervento di S.E. Mons. Giuseppe Zenti all’inaugurazione della mostra in itinere «L’Uomo, da Dioniso a Cristo» di Paolo Menon, presso la Biblioteca Capitolare Veronese il 27 agosto 2011. 

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