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GIORGIO FALOSSI: E L'IMMAGINE DI MENON DIVENTA TEATRO

All'eclettismo dei linguaggi usati, alla padronanza delle tecniche nelle opere di scultura, pittura e di performance, corrisponde in Paolo Menon la coerenza stilistica che porta ad una individualità ben riconoscibile e ben fuse nel rispetto di ciascuna delle varie espressioni artistiche.

Tutto questo per iniziare, ma già tutto questo prevede l'unione di una sensibilità interiore, di una formazione culturale, di una assidua esigenza di ricerca e la possibilità di accordare questi motivi di qualità ad un esito conclusorio.

Così, dalle iniziative di sola pittura, Paolo Menon passa ad interventi più raffinati, indirizzandosi alla sua arte personale con materiali scelti in virtù delle facoltà evocative insite in esse, governando ogni scelta nel segno di una sana lucidità.

La «rappresentazione» si pone davanti ai nostri occhi in chiara specularità e se ne colgono messaggi, assonanze e intensità con la stessa effervescenza di cui Paolo Menon intride le sue porzioni di vita che, partendo da lontano, irrompono nell'attualità regalandoci occasione per riportarci nei misteri della vita. E l'immagine diventa teatro, la memoria si traduce in situazioni e l'evocazione diviene fatto e realtà concreta.

 

Riflessione di Giorgio Falossi (critico e storico dell'arte)

Da: «Analisi critica - Dalla tradizione classica al fascino dell'avanguardia con quotazioni degli artisti nati dal 1900 ai giorni nostri» di Giorgio Falossi e Lorenzo Cipriani, pag. 183, Edizioni Il Quadrato, novembre 2013.

Nella foto, Giorgio Falossi presenta le opere scultoree di Menon nella Quadreria di Malgrate (Lecco).

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