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GIORGIO FALOSSI: LA BELLEZZA NELLA RICERCA FEBBRICITANTE DI MENON

Non c’è niente di più vicino alla figura di artista di quella di Paolo Menon. Già nel suo aspetto, e principalmente negli occhi si vede in lui l’artista ed ancor di più, in lui, è visibile, il ricercatore della bellezza. La sua attività è atto totale, non si può parlare solo di pittore o di scultore, né di graphic designer , o di scrittore e giornalista. Lui è un ricercatore del bello. Un attento ricercatore, uno spirito sempre allerta, febbricitante, generoso. Così nascono le sue opere, sono opere d’arte tutte, hanno un passato, una provenienza quasi sempre nobile, e si affacciano al contemporaneo cariche del loro splendore e della loro unicità. Perché provengono dall’idea, non sono copie della natura o prosecuzioni di altrui esperienze, sono un insieme di dettagli e di particolari curati e ragionati, non per essere usate, ma solo per essere guardate, ammirate nel loro sprigionare sensazioni. In questa spiritualità non poteva mancare il sacro. Non per partito preso, ma per meta raggiunta cominciando dai baccanali dionisiaci per essere pre- sente su costruzioni di alto valore artistico riconosciute anche in campo internazionale. Paolo Menon è stato recentemente chiamato in Argentina per scolpire l’altare, il fonte battesimale, l'ambone, l'acquasantiera e la cattedra per la Iglesias de los Angeles (Chiesa degli angeli), nell' Estancia «El Milagro». La Chiesa e le sculture verranno consacrate nel 2018, durante il probabile viaggio che Papa Francesco farà nel Paese dove é nato. Daniele Crippa è invece un noto mercante d’arte che l'ha chiamato nella sua Estancia argentina, nella provincia di Salta, ottocento chilometri a nord di Buenos Aires, per «arredare» la nuova chiesa. Questo a livello internazionale, ma non mancano splendidi esempi in terra nostra di Calici, Crocifissi, Mater Ecclesiae , a testimonianza che anche nell’arte sacra l’eclettico Paolo Menon ha dato vita ad opere eccezionali, comprese dal giudizio di un pubblico e di una critica che ha percepito l’alto anelito che spira da queste sculture, costruite con quel linguaggio attuale e unico che ha saputo raggiungere e interpretare, sotto aspetto di arte universale, il comune sentire. (G.F.)
 
Testo tratto dal nuovo catalogo « Da Lucio Fontana al Giubileo di Papa Francesco 2016 » curato da Giorgio Faloss i con la collaborazione di Lorenzo Cipriani, alle pagine 81, 160 e 161, edito da Il Quadrato di Milano.
Non c’è niente di più vicino alla figura di artista di quella di Paolo Menon. Già nel suo aspetto, e principalmente negli occhi si vede in lui l’artista ed ancor di più, in lui, è visibile, il ricercatore della bellezza. La sua attività è atto totale, non si può parlare solo di pittore o di scultore, né di graphic designer, o di scrittore e giornalista.
Lui è un ricercatore del bello. Un attento ricercatore, uno spirito sempre allerta, febbricitante, generoso. Così nascono le sue opere, sono opere d’arte tutte, hanno un passato, una provenienza quasi sempre nobile, e si affacciano al contemporaneo cariche del loro splendore e della loro unicità. Perché provengono dall’idea, non sono copie della natura o prosecuzioni di altrui esperienze, sono un insieme di dettagli e di particolari curati e ragionati, non per essere usate, ma solo per essere guardate, ammirate nel loro sprigionare sensazioni.
In questa spiritualità non poteva mancare il sacro. Non per partito preso, ma per meta raggiunta cominciando dai baccanali dionisiaci per essere pre- sente su costruzioni di alto valore artistico riconosciute anche in campo internazionale. Paolo Menon è stato recentemente chiamato in Argentina per scolpire l’altare, il fonte battesimale, l'ambone, l'acquasantiera e la cattedra per la Iglesias de los Angeles (Chiesa degli angeli), nell'Estancia «El Milagro». La Chiesa e le sculture verranno consacrate nel 2018, durante il probabile viaggio che Papa Francesco farà nel Paese dove é nato. Daniele Crippa è invece un noto mercante d’arte che l'ha chiamato nella sua Estancia argentina, nella provincia di Salta, ottocento chilometri a nord di Buenos Aires, per «arredare» la nuova chiesa.
Questo a livello internazionale, ma non mancano splendidi esempi in terra nostra di Calici, Crocifissi, Mater Ecclesiae , a testimonianza che anche nell’arte sacra l’eclettico Paolo Menon ha dato vita ad opere eccezionali, comprese dal giudizio di un pubblico e di una critica che ha percepito l’alto anelito che spira da queste sculture, costruite con quel linguaggio attuale e unico che ha saputo raggiungere e interpretare, sotto aspetto di arte universale, il comune sentire. (G.F.)

Testo tratto dal nuovo catalogo « Da Lucio Fontana al Giubileo di Papa Francesco 2016 » curato da Giorgio Faloss i con la collaborazione di Lorenzo Cipriani, alle pagine 81, 160 e 161, edito da Il Quadrato di Milano.
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