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GIAMPIETRO GUIOTTO: GLI DEI TRA VINO E CULTURA IN FRANCIACORTA

La mostra di Paolo Menon al Museo d'arte contemporanea Remo Bianco in Franciacorta di Monticelli Brusati (via Baiana 17) dichiara fin dal titolo, «Oinòdes», il richiamo all'archetipo del vino o all'essenza del vino, intesa come materia ossimorica del mistero della vita e della morte. Emblema dell'ebbrezza del vivere e dell'annientamento psicofisico, il vino rappresenta nell'opera di Menon la sintesi di una visione gioiosa ed ironica, ma nello stesso tempo distruttiva, onirica e misterica.

Nell'installazione «Dibattito sui Baccanali aboliti (186 a.C.-2010 d.C.)», l'artista mette in scena, così, un'orgia percorsa dall'allegria e dalla follia delle Menadi e dei Satiri. Tra i simulacri, i tirsi in ferro che sostengono 20 ritratti mitologici e molte mani, monili e puntali in terracotta patinata, a cui si aggiungono altri oggetti in materiali compositi, veli e stoffe in tessuto, il dio Dioniso emerge forte e ieratico, ma, nella simulazione della materia bronzea, si scopre poi che gli elementi compositivi fanno parte di un'archeologia contemporanea, di materiali plastici, cioè, di scarto del vivere, quali tastiere di computer ed oggetti dismessi.

La figura di Dioniso ricompare ulteriormente nella decorazione di calici, nei quali egli è rappresentato come un uomo fiorente, d'aspetto maestoso, con lunga barba e sguardo che rivela una grande letizia, mentre la corona di tralci di vite o d'edera (le piante che con l'alloro gli erano sacre), il tirso (una verga cinta di edera e di pampini), una coppa e varie belve, simboli di fecondità gioiosa, diventano attributi costanti del racconto visivo disteso in dipinti, sculture, calici sacrali enoici, coppe e lampade, che narrano il dubbio esistenziale e la relatività dell'essere.

Vita e morte si incontrano, dunque, nell'essenza del vino e nella scultura di un danzatore ebbro, con un tallone e l'intero corpo nudo abbracciati al calice enoico, similmente a quanto accadeva in tempi lontani. In altre opere ricompaiono, invece, Ebe sedotta e un Ampelo metamorfizzato, rappresentato in terracotta patinata. A Ebe, figlia di Zeus e di Era, e personificazione della giovinezza, spetta il compito di mescere il nettare alla mensa degli dei, mentre mitologicamente Ampelo, compagno di Dioniso e il cui nome significa vite - pianta di cui è la personificazione - muore cadendo da un ramo di vite mentre raccoglie l'uva.

In quest'omaggio al vino e alla mitologia, l'arte di Paolo Menon esalta la bontà delle pulsioni e il desiderio di liberazione dai legacci troppo stretti del sistema psichico di autocontrollo, fino a portarci dentro il perenne confronto tra stato luminoso, razionale, apollineo e percezione caotica, irrazionale e dionisiaca del nostro profondo. La mostra è stata prorogata fino al 13 aprile. 

 

RASSEGNA STAMPA

Testo di Giampietro Guiotto (critico d'arte)

Da: «Dei tra vino e cultura / Focus on Paolo Menon, Oinòdes», Arte, pagina 8, © Bresciaoggi, 31 dicembre 2010.

Per consultare il catalogo:  http://issuu.com/lamontina/docs/oinodes


OINODES

Artefice della nuova immagine e delle nuove bottiglie dei Franciacorta con cui Tenute La Montina celebra il suo ventennale, Paolo Menon presenta una nuova personale con un lavoro scultoreo dedicato al «Dibattito sui Baccanali aboliti (186 a.C.-2010 d.C.)», che vede una narrazione scultorea in ferro e terracotta patinata di un tiaso di Baccanti, Fauni e Satiri, posti di fronte ai legislatori del Senato Romano. L'installazione semicircolare di elementi strutturali misura 22 metri suddivisa in più segmenti, a formare un percorso a due braccia su cui si ergono decine e decine di tirsi tra i venti personaggi rappresentati da altrettanti ritratti-maschera. Su tutti incombe la presenza di Dioniso, il dio che comunica con la sacerdotessa delle baccanti attraverso le cuffie senza fili indossate da entrambi. La monumentalità dell'opera ha il compito di emozionare ed interrogare lo spettatore sulle problematiche giovanili relative al bere sregolato e all'assunzione di droghe, che causano un'incessante mortalità. Esemplare l'installazione con accanto la piccola scultura in bronzo dal titolo «Prudenza quando giochi con Bacco!», a suggerire una lettura trasversale, surreale e nello stesso tempo realistica, relativa ai comportamenti e ai consumi dell'alcol tra i giovani.

La mostra visibile fino al 27 febbraio, prevede altresì l'esposizione di tele e sculture cariche di citazioni letterarie sacre e profane dedicate esclusivamente al buon bere.

 

RASSEGNA STAMPA

Da: «L'installazione di Bacco / Focus on Paolo Menon, Oinòdes», Arte, pagina 8, © Bresciaoggi, 12 novembre 2010.

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