Città del Vaticano, 15 ottobre 2008, Basilica di San Pietro: Benedetto XVI riceve in dono da Menon il «Getsemani». Nella foto, il Santo Padre chiede all'autore di illustrargli le peculiarità artistiche e simboliche effigiate sul calice di porcellana. Al centro dell'immagine Giancarlo Bozza della tenuta La Montina in Franciacorta.
Foto © L'Osservatore Romano.
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Getsemani e Fiasca del Pellegrino raggiungono Benedetto XVI

La Fiasca del Pellegrino e il raffinato calice da messa Getsemani, realizzati da Paolo Menon, sono stati donati a Papa Benedetto XVI, al termine della tradizionale udienza generale del mercoledì: si è così coronato il sogno dei fratelli Bozza della Tenuta La Montina in Franciacorta di offrire al Santo Padre la preziosa fiasca, fra i più antichi simboli del pellegrinaggio, rielaborata da Menon in forma classico-ellenistica e contenente il Vì dèl Prét, un vino da meditazione.
La consegna dei doni è avvenuta sul sagrato della Basilica di San Pietro. Il Pontefice, terminata l’udienza, ha voluto salutare gli ospiti soffermandosi con Giancarlo Bozza e Paolo Menon. L'artista ha illustrato al Santo Padre le raffigurazioni che ha scolpito sul calice realizzato in bisquit di porcellana e oro, dove sono effigiati i tre momenti più toccanti della vita di Cristo: Passione, Crocifissione e Resurrezione.
I tradizionali simboli del pellegrinaggio, tipici della scultura medievale, decorano invece la Fiasca del Pellegrino: il viandante che sosta con bordone e mantello, il portatore d’acqua che lo ristora, il suonatore di cetra che rallegra il cammino e, infine, la conchiglia di San Giacomo, simbolo per antonomasia del pellegrinaggio, attualizzato da Benedetto XVI nel fregio centrale del proprio stemma pontificio. Racchiuse in uno scrigno di legno d’ulivo, dodici Fiasche del Pellegrino (una per ogni mese dell’anno) hanno così raggiunto il Palazzo apostolico.
Tirata in soli 999 esemplari numerati e firmati, la Fiasca del Pellegrino si rifà ai contenitori da viaggio che si portavano appresso i viandanti del Medio Evo per raggiungere in pellegrinaggio i luoghi sacri alla Cristianità. Caduta in disuso nei secoli, è stata oggi riproposta da Paolo Menon, appassionato scultore del mito dionisiaco, grafico e giornalista, che – in omaggio alla scultura medievale e ispirandosi ai portali e ai capitelli delle chiese romaniche e gotiche – l’ha impreziosita con eleganti altorilievi di finissima porcellana.
"La ricerca sulla storia, la tradizione, sul linguaggio del pellegrinaggio", scrive Mons.Liberio Andreatta (Vicepresidente dell’Opera Romana Pellegrinaggi) a Menon, "insieme al tuo talento e alla tua sensibilità artistica, tutto ciò – infuso in una materia fine ed elegante – fa della Fiasca del Pellegrino un oggetto d’arte molto speciale, reso ancora più prezioso dal suo contenuto!".
Un raffinato e prezioso oggetto da collezionismo che ben esemplifica la filosofia aziendale della famiglia Bozza, da sempre impegnata a coniugare arte, cultura, vino. Al suo interno, è racchiuso il Vi del Prét, pregiata riserva di vino ottenuta vendemmiando tardivamente cloni di Chardonnay particolarmente profumati.
Comunicato stampa di Marina Tagliaferri