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DUECENTO ARTISTI IN ETICHETTA

Non è un caso se la prima etichetta fu realizzata, nei primi anni del Settecento, da Dom Pierre Pérignon per il suo Champagne. E non deve suonar strano che sia stato un monaco a pensare all’abito del vino, giacché nell’Abbazia di Hautvillers è stato codificato il sistema che ancor oggi si utilizza per produrre uno dei vini più famosi del mondo. In effetti l’etichetta si può considerare come l’ultima fase di lavorazione del prodotto: dopo la scelta dei vitigni, del sistema di allevamento, di quello di vinificazione e di invecchiamento, ogni produttore si pone il problema di come presentare al meglio il proprio vino, quale carta d’identità, meglio quale volto regalargli. E non si tratta di un vezzo o di un’operazione da poco, perché per la maggioranza dei consumatori è più facile ricordare un’etichetta che il nome del vino o del produttore.
Su quel foglietto di carta apparentemente semplice finiscono dunque per appuntarsi le ambizioni del produttore e le esigenze del cliente, col risultato che, anche in Italia, a mano a mano che è cresciuta la qualità e l’importanza del vino, anche l’etichetta è divenuta importante e spesso preziosa. Paolo Menon, giornalista ed art director, oltre che appassionato gourmet, aveva probabilmente la giusta sensibilità artistica, unita alla passione del collezionista, per raccogliere, classificare, illustrare, spiegare oltre duecento etichette realizzate da artisti contemporanei, spesso famosi, per vini non meno ricchi di storia e di fascino (non pochi i bresciani, soprattutto in Franciacorta).
E’ nato così Per vino e per segno (200 pagine edito da Centro Diffusione Arte di Milano, telefono 02/39310555, 78,00 Euro), un elegante repertorio delle etichette d’autore uscite in Italia tra il 1980 ed il 2000, che Paolo Menon ha raccolto ed amorevolmente presentato in un’edizione curata e ricca. Un vero libro strenna.

RASSEGNA STAMPA
Testo di Gianfranco Bertoli
Da: "Buon vivere-libri strenna", © Giornale di Brescia, 17 dicembre 2003