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CON L'OPERA «FOIBE», MENON PARTECIPA ALL'«HUMAN RIGHTS? 2010» DI ROVERETO

Foibe è il titolo della scultura di Paolo Menon realizzata in grés e patinata (88x88 cm) che parteciperà dal 18 settembre al 17 ottobre alla II Rassegna internazionale d'arte contemporanea Human Rights? 2010, patrocinata dal Consiglio d'Europa e da Amnesty International, curata da Roberto Ronca e ospitata nella suggestiva location della Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto (Trento).
Gli artisti invitati sono oltre 140 e rappresentano 25 Paesi: Italia, Egitto, Marocco, Giappone, Colombia, Germania, Inghilterra, Thailandia, Kazakistan, Austria, Cuba, Usa, Spagna, Polonia, Francia, Israele, Camerun, Bielorussia, Bulgaria, Slovenia, Messico, Brasile, Grecia, Serbia e Canada.
 
«Foibe grida contro il potere coercitivo dell’uomo sull’uomo», chiosa Menon. «Dalle Foibe istriane del 1943 alla negazione dei diritti umani nelle carceri irachene di Abu Ghraib del 2004, l’odio, le torture e la furia sanguinaria continuano a riempire pagine di cronaca quotidiana in tutto il mondo. Penso con orrore alle Foibe – è soltanto un esempio tra tanti, purtroppo, prosegue l'artista – le cui voragini sono ostruite da detriti, cannoni e da centinaia di metri cubi di salme. Ad ognuna di esse dedico una rosa che poso simbolicamente accanto ai corpi schiacciati e stratificati da ragioni politiche mai condivise che formano il labirinto inestricabile e disorientante delle verità».

 

Human Right? Il 10 dicembre 1948, viene proclamata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: per la prima volta nella storia dell'umanità, era stato prodotto un documento che riguardava tutte le persone del mondo. Ognuno di noi, per il solo fatto di essere nato, gode dei diritti sanciti nella Dichiarazione. Ognuno di noi, indipendentemente dal luogo nel quale è nato e vive, gode di questi diritti. Ognuno di noi ha diritti civili, politici, sociali, economici, culturali. Ognuno di noi è uguale agli altri.


È sempre così? In Human Rights? gli artisti parlano dei diritti umani. Il titolo semplice e diretto, senza giri di parole, esprime il concetto fondamentale che deve accompagnare l'esistenza di tutti.
In questo evento vengono toccati argomenti scomodi, complessi e di denuncia, che vanno a pungolare la coscienza di tutti coloro che, godendo appieno dei propri diritti, non pensano a tutte le persone che vedono i loro calpestati ogni giorno.

La logica di Human Rights? si fonda sul concetto fondamentale di arte come forma espressiva universale, comprensibile a tutti indipendentemente dalla lingua e dalla cultura di provenienza, indipendentemente dal genere, dall'argomento trattato e dai linguaggi utilizzati.

I linguaggi variano in base all'esperienza e alla maestria degli artisti, e creano nuovi rapporti con il pubblico, che approccia l'arte sentendosene immediatamente coinvolto e direttamente toccato. Immagini di disagio, di diritti violati, di storie quotidiane che non dovrebbero esistere, ma anche immagini che con sapienza e perché no, ironia, sanno trattare un argomento difficile e delicato.

Nell'esposizione verranno messi in risalto i diversi modi di vedere la questione, dal momento che l'evento è aperto agli artisti di tutto il mondo. Diventa così particolarmente interessante scoprire in quale maniera la percezione del concetto di «rispetto dei diritti» viene vissuta ed espressa. L'evento vuole quindi smuovere le coscienze, volendo fortemente uscire dai luoghi comuni che l'abuso dei termini porta con sé: parlare di diritti umani è diventato talmente frequente, che lo stresso termine «violazione dei diritti umani» si è svuotato di significati e ormai ci tocca solo da lontano quando ne sentiamo parlare, senza realmente entrare nella nostra testa.

Il modo più immediato di riprendere quella coscienza, indispensabile per essere realmente parte di un sistema che rispetti i diritti di tutti, è vedere con gli occhi tutto quello che gli artisti hanno da dire. Le immagini vanno a infilarsi nella memoria in maniera così immediata e così forte, che tutti coloro che la visiteranno ne usciranno più consapevoli ed emotivamente coinvolti. Parlare dei diritti umani significa quindi per gli artisti «tirare fuori» molte idee che in altri eventi non possono trovare lo spazio adeguato.
Human Rights? vuole essere un segnale forte per tutti gli artisti e per tutti coloro che la visiteranno.

La location. La città di Rovereto ospita sul Colle Miravalle la grande Campana dei Caduti, Maria Dolens, intuita e voluta dal sacerdote roveretano don Antonio Rossaro all’indomani della Grande Guerra come simbolo imperituro di condanna del conflitto, di pacificazione delle coscienze, di fratellanza fra gli uomini, di solidarietà fra i popoli.

Realizzata col bronzo dei cannoni offerto dalle nazioni partecipanti al primo conflitto mondiale, suonò il primo rintocco il giorno 4 ottobre 1925, alla presenza del Re Vittorio Emanuele III.
In tutti questi anni ha fatto sentire alta la sua voce suonando ogni sera i cento rintocchi di ammonimento alla vita e alla pace.
Uomini di Stato, Presidenti ed Ambasciatori unitamente a cittadini di ogni Nazione, le hanno reso omaggio e continuano a sentirla come voce della propria coscienza. Ben ottantaquattro Nazioni hanno esposto il loro vessillo intorno a Maria Dolens, nome di battesimo della Campana stessa, lungo il Viale delle Bandiere e sulla Piazza delle Genti, a testimoniare, anche visibilmente, la fedeltà ad un messaggio, ad una sorta di «Patto della Pace».
Il 18 gennaio 1968, con decreto del Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, nasce quale ente morale la Fondazione Opera Campana dei Caduti. Nelle finalità della Fondazione particolare attenzione è rivolta all’educazione delle nuove generazioni, alla cultura della pace, della non-violenza e dei diritti umani.

 

L'Organizzazione. L'evento viene organizzato con la Fondazione Campana dei Caduti di Rovereto, che porta con sé una filosofia e una storia densa di significati legati al rispetto dei diritti umani e che ha accolto il progetto espositivo con grande entusiasmo.

L'inaugurazione dell'evento è prevista il 18 settembre 2010. Durante la serata di sabato 18 settembre saranno organizzate performance artistiche.
Ulteriori eventi saranno organizzati durante l'intero fine settimana e i successivi, anche durante il sabato mattina per i bambini e i ragazzi delle scuole.
Durante l'evento verranno organizzate conferenze sul tema dei diritti umani, con una visione particolarmente attenta ai progetti promossi dalla Fondazione Campana dei Caduti.
A cura dell'Associazione Spazio-Tempo (http://www.spaziotempoarte.com) l'intero mese espositivo sarà animato attraverso performance di artisti internazionali, action paintings, incontri con gli artisti che si renderanno disponibili a parlare delle loro opere. Durante il periodo espositivo l'Associazione Spazio-Tempo organizzerà visite guidate per accompagnare gruppi di visitatori e comitive scolastiche.

Fondazione Opera Campana dei Caduti - Colle di Miravalle

38068 Rovereto – Trento – ITALY


Per raggiungere la Campana dei Caduti: impostare il navigatore satellitare con le seguenti coordinate:  LATITUDINE: 45.87427  |  LONGITUDINE: 11.04094


ARTISTI DA TUTTO IL MONDO A ROVERETO. RAFFIGURERANNO I «DIRITTI UMANI»
 

Arte e diritti umani. Un grande evento mette in luce la delicata tematica vista attraverso l’arte da diverse angolazioni. Human Rights? è il titolo della mostra che si svolgerà a Rovereto dal 18 settembre al 17 ottobre prossimi a cura di Roberto Ronca. Gli artisti parlano dei diritti umani come esprime il titolo della kermesse semplice e diretto, senza giri di parole. In questo evento vengono toccati argomenti scomodi, complessi e di denuncia, che toccano la coscienza di tutti coloro che, godendo appieno dei propri diritti, non pensano a tutte le persone che vedono i loro calpestati ogni giorno.

La logica di Human Rights? si fonda sul concetto di arte come forma espressiva universale, comprensibile a tutti indipendentemente dalla lingua e dalla cultura di provenienza, indipendentemente dal genere, dall’argomento trattato e dai linguaggi utilizzati. I linguaggi variano in base all’esperienza e alla maestria degli artisti, e creano nuovi rapporti con il pubblico, che approccia l’arte sentendosene immediatamente coinvolto e direttamente toccato. Immagini di disagio, di diritti violati, di storie quotidiane che non dovrebbero esistere, ma anche immagini che con sapienza e perché no, ironia, sappiano trattare un argomento difficile e delicato.


Nell’esposizione verranno messi in risalto i diversi modi di vedere la questione, dal momento che è aperta agli artisti di tutto il mondo. Diventa così interessante scoprire in quale modo la percezione del concetto di «rispetto dei diritti» viene vissuta ed espressa. L’evento vuole uscire dai luoghi comuni che l’abuso dei termini porta con sé: parlare di diritti umani è diventato talmente frequente, che lo stresso termine «violazione dei diritti umani» si è svuotato di significati e ormai ci tocca solo da lontano quando ne sentiamo parlare, senza realmente entrare nella nostra testa.

La città di Rovereto ospita sul Colle Miravalle la grande Campana dei Caduti, Maria Dolens, voluta dal sacerdote roveretano don Antonio Rossaro all’indomani della Grande Guerra. Un simbolo imperituro di condanna del conflitto, di pacificazione delle coscienze, di fratellanza fra gli uomini, di solidarietà fra i popoli. Realizzata col bronzo dei cannoni offerto dalle nazioni partecipanti al primo conflitto mondiale, suonò il primo rintocco il giorno 4 ottobre 1925, alla presenza del Re Vittorio Emanuele III. In questi anni ha fatto sentire alta la sua voce suonando ogni sera i cento rintocchi di ammonimento alla vita e alla pace.

Uomini di stato, presidenti ed ambasciatori le hanno reso omaggio e continuano a sentirla come voce della propria coscienza. Ben ottantaquattro nazioni hanno esposto il loro vessillo intorno a Maria Dolens, nome di battesimo della campana stessa, lungo il Viale delle Bandiere e sulla Piazza delle Genti. (…)


RASSEGNA STAMPA
Dal sito: www.fondazioneoperacampana.it/index.php?mmod=content&mid=24

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