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COLLEZIONE D'ARTE... DA TENERE IN CANTINA

Per Paolo Menon le etichette dei vini non si leggono. Si collezionano. "Negli anni '80", spiega il giornalista - art director che ha firmato Amica, Max e Case&Country, "i vini italiani hanno conosciuto il loro rinascimento, affinandosi e migliorando in qualità. Per farlo sapere a tutti, i produttori hanno puntato sulla visione dei più importanti artisti contemporanei. Affidandosi allo loro creatività per decantare pregi e caratteristiche di ciascun vino". Antesignano di questa rivoluzione artistica in bottiglia è stato il Veneto, ma ben presto è arrivato pure il Chianti. Tra i nomi più noti degli artisti che si sono dedicati alle etichette toscane c'è proprio quello del fiorentino Sandro Chia. Non mancano poi altri italiani, come Alfredo Manfredi (Le Pergole Torte, Azienda agricola Montevertine, Radda in Chianti) e Luigi Ontani (Castello di Volpaia, Radda in Chianti). Ma il Chianti, si sa, parla tante lingue, e non deve sorprendere quindi che sulle sue bottiglie compaiano anche firme straniere; tra le più famose, quella di Igor Mitoraj (Mytho, Tenute Cabreo, Greve in Chianti). Al collezionista, infine, si consiglia quale irrinunciabile guida il volume dello stesso Menon: Per vino e per segno (Edizioni Centro Diffusione Arte).

RASSEGNA STAMPA
Da: ©In Viaggio (numero dedicato al Chianti), settembre 2003, Editoriale Giorgio Mondadori