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ARTE & VINO / QUANDO IL VINO "SPOSA" L'ARTE

Ad «Artisti in bottiglia» pezzi firmati dai più grandi nomi dell’arte. Un’istantanea sui rapporti, da sempre particolarmente intensi, fra il mondo dell’arte e quello del vino. Ma anche un percorso affascinante alla ricerca del segno artistico applicato al mondo dell’enologia. Questo, in estrema sintesi, il senso di «Artisti in Bottiglia», singolare e suggestiva mostra inaugurata ieri sera al relais Albereta di Erbusco. Protagonisti dell’esposizione, alcuni fra i pezzi più pregiati della grande collezione privata di bottiglie ed etichette d’autore di Paolo Menon, giornalista, grafico e art director di alcuni fra i più conosciuti magazine «italiani» (da Amica a Max passando per Il Piacere). «Ho cominciato a collezionare queste autentiche opere d’arte nel 1984, quando mi è stata regalata una bottiglia di vino bianco con etichetta firmata da Renato Guttuso - racconta Menon -. Da allora il vino ha cominciato ad interessarmi solo se firmato da grandi artisti, e ad oggi la mia collezione conta oltre 400 pezzi, un terzo dei quali sono in esposizione a Erbusco».
La passione di Menon è recentemente sfociata nella realizzazione di uno splendido libro, Per vino e per segno, per il quale l’autore ha anche vinto l’ultima edizione del Premio Bellavista. La mostra dell’Albereta è il logico proseguimento di questa iniziativa editoriale, con l’ovvio vantaggio della tridimensionalità.
«Abbiamo esposto le bottiglie in vere e proprie teche museali che sono state appositamente realizzate da un’azienda specializzata e posizionate su leggii - spiega Menon -. Sono come cassette da 4 bottiglie, che vanno a formare una vera e propria enoteca d’arte». Concesse per la prima volta alla visione del pubblico, queste rarità artistico-enologiche, che coprono un periodo compreso tra il 1980 e il 2000, portano firme di grande prestigio (da Adami a Botero, da Missaglia a Mastroianni, da Manzù a Pomodoro, a Nam June Paik). Non mancano ovviamente esemplari «bresciani»: l’etichetta in argento realizzata nel 1992 da Gianmaria Buccellati per il Cabochon della Monte Rossa di Bornato (il primo esemplare è stato stappato a Palm Desert da Frank e Barbara Sinatra), quella in metallo dorato prodotta da Arnaldo Pomodoro per il «Berlucchi 2000» dell’azienda di Borgonato, le bottiglie di Gran Cuvèe Brut ’98 di Bellavista dipinte da Renato Missaglia nel 2002. Tra le curiosità, la bottiglia di spumante più grande del mondo, entrata di diritto nel guinness dei primati. Si tratta del formato Melchisedec (30 litri) prodotto dalle Cantine di Cormons, la cui decorazione è stata eseguita dall’artista Vico Calabrò.
La mostra sarà aperta al pubblico con ingresso libero tutti i giorni fino a settembre, con orario continuato dalle 10 alle 21. In questo periodo verranno organizzati altri eventi: un convegno con artisti, produttori e giornalisti, e un premio per la miglior etichetta Franciacorta realizzata da studenti (durante il festival).

RASSEGNA STAMPA
Testo di Claudio Andrizzi
Da: © Brescia Oggi, Venerdì 28 maggio 2004