«Getsemani», calice da Messa in porcellana e oro, alla cui base sono rappresentate Passione, Morte e Resurrezione; La Fiasca del pellegrino, con i simboli dell'homo viator. Entrambe le opere sono state donate a monsignor Andreatta, vicepresidente dell'Opera Romana Pellegrinaggi.
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ARTE & VINO / IL PREMIO DEL PELLEGRINO AD ANDREATTA

«Osare, osare, osare». Queste le ultime parole indirizzate dall'anziano Paolo VI al giovane Liberio Andreatta quando il sacerdote si era recato dal Papa per spiegare il difficile cammino della «Casa della Carità». Montini voleva fortemente un luogo per i poveri, che Giovanni Paolo II realizzerà e affiderà alle suore di Madre Teresa. Raccontando questo lontano episodio il vicepresidente dell'Opera Romana Pellegrinaggi ha ricevuto il premio «Fiasca del pellegrino», una preziosa scultura realizzata da Paolo Menon in bisquit di porcellana, con i simboli dell' homo viator (la conchiglia di Santiago, il viandante con bordone e mantello) contenente un vino altrettanto prezioso, il Vì dèl Prét, ricavato da uve tardive della tenuta La Montina, in Franciacorta. Proprietà dal 1620 della famiglia Montini, l'azienda è stata acquistata negli anni Ottanta dai fratelli Bozza che hanno saputo mantenere accanto alla produzione di vini pregiati un grande impegno per la cultura a partire dal Museo e dalla Fondazione Remo Bianco, con settecento opere dell'eclettico artista milanese (1922-1988).
Monsignor Andreatta è stato premiato per il suo impegno trentennale nel campo dei pellegrinaggi.

RASSEGNA STAMPA
Da: © Luoghi dell'Infinito, mensile di itinerari, arte e cultura dell'Avvenire, rubrica "Arte e sacro", numero 122, ottobre 2008.