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ARTE & VINO / DIONISO IN TRANSITO

Spirito diVino, "la rivista per meditare centellinando", ospita fra le pagine del numero di aprile-maggio 2007 un servizio dal titolo "Omaggio a Dioniso in 30 opere". Nelle foto di apertura - l'ironico ritratto di Paolo Menon è opera del fotografo Gianni Ummarino (2003) - si legge curiosamente: "Parrebbe (se solo fosse possibile) una fotografia del dio del vino. Invece, il volto barbuto che ammicca fra i tralci di vite è quello di Paolo Menon, l'artista che a Dioniso ha dedicato la mostra Dei Tirsi divini, alla Villa dei Cedri di Valdobbiadene" dall'8 giugno al 17 dicembre scorsi. La mostra che diverrà itinerante transiterà dapprima a Gradisca d'Isonzo (Gorizia) quindi a Lecco per concludersi in Laterano a Palazzo Maffei Marescotti, sede dell'Opera Romana Pellegrinaggi, su invito di Mons. Liberio Andreatta.

Rilievi di luce bronzea nel tempio onirico di Dioniso:
un’appassionata ricerca “pitto-scultorea” di Paolo Menon sul mito dionisiaco
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Sono 30 le opere dell’artista veneto (rilievi scultorei e sculture, retrotele e piatti) che ripercorrono e rievocano il mito dionisiaco nel tempio del dio della vegetazione e del vino (bevanda eccitante e garante della sopravvivenza perché indissolubilmente legata all’eros), con ironia. L’artista immagina la sala rituale del ritrovato tempio di Dioniso sui monti Rodopi, in Bulgaria. “Alle pareti della sala ovale”, spiega Paolo Menon, “i pannelli dai riflessi bronzei ostenteranno ieraticità e alcuni pensieri intimi e surreali dei fedeli mentre assistono alla liturgia propiziatoria del fuoco, pensieri che potrebbero essere riassunti con le tante occupazioni del vivere quotidiano. Per esempio credere nelle capacità del cavallo su cui puntare all’ippodromo, ma anche come andare a caccia restando sobri. O convertirsi alla fede cristiana dopo aver tessuto le lodi al dio pagano dei riti orgiastici come è accaduto davvero a Nonno di Panopoli, poeta epico egiziano di lingua greca (V secolo d.C.), che celebra con “Le Dionisiache” il mito di Dioniso in 48 canti, per poi convertirsi al cristianesimo e scrivere la “Parafrasi del Vangelo di San Giovanni”. Insomma, tanti pensieri che si traducono in altrettante pitto-sculture dai riflessi bronzei”. Creativo a tutto tondo, inizia con la pittura, per poi diventare designer, art director e tornare nuovamente alle prese con le tele e la scultura. Paolo Menon è nato a Villanova del Ghebbo (Rovigo) nel 1950. Grafico editoriale fin dagli inizi degli anni ’70, diventa art director di rinomati settimanali e mensili nel decennio successivo. Decine di progetti e restyling grafici portano la sua firma negli anni ’90. Fonda e dirige periodici, facendo particolare attenzione alla comunicazione, allo stile grafico e giornalistico.
E’ sposato con Dona, ha due figli (Stefano, psicologo-attore, e Riccardo Paolo, grafico - musicista), vive in Alta Brianza e lavora tra Milano e Perego (nel cuore del Parco di Montevecchia e Valle del Curone), dove risiede da sedici anni. Dipinge, scrive d’arte e di vini. Fra i libri pubblicati ricordiamo: “Concetto visuale” (1979); “Breviarium ad usum equitum” (1989), Edizioni Ad Hoc. Con i due volumi “Per vino e per segno” per i tipi del Centro diffusione arte di Milano, vince il premio Bellavista Franciacorta del ventennale 2004 per l’editoria.
Oggi, la sua Musa ispiratrice è attratta dal nettare di Dioniso e non ne fa mistero. Anzi, Paolo Menon ne traccia spesso il profilo poetico e mitologico trasponendolo nella quotidianità del suo poliedrico lavoro di giornalista e scrittore. Da Villa dei Cedri di Valdobbiadene (Treviso), la mostra si sposterà poi a Roma, a Palazzo Maffei Marescotti. Restiamo in attesa del prossimo, dionisiaco appuntamento.

RASSEGNA STAMPA
Testo di Marco Basileo
Da: Spirito DiVino (la rivista per meditare centellinando), n.19 - Aprile/Maggio 2007

La foto di apertura del servizio - nella pagina di destra, in alto - illustra un inedito: l'opera La foglia tra le labbra mostra la "messa in tensione" dei tralci (alcuni dei quali eliminati successivamente dall'autore per scelte stilistiche) e della foglia ancora verdi. L'opera non ancora ultimata anche se già firmata, può essere confrontata con quella definitiva e catalogata, cliccando sulle opere esposte nella "Galleria" di questo sito.