Home > Arte > ARTE & VINO / "DEI TIRSI DIVINI" DALL'ALTAMARCA A ROMA

ARTE & VINO / "DEI TIRSI DIVINI" DALL'ALTAMARCA A ROMA

Ambasciatore del territorio e delle cultura legata alla storia del vino.
E’ stato il Console onorario di Bulgaria per il Veneto, Giorgio De Faveri, a chiudere in Villa dei Cedri, a Valdobbiadene, la mostra “Dei Tirsi divini”, la prima nazionale delle 30 opere di Paolo Menon che hanno rappresentato la ricostruzione onirica del tempio di Dionisio, ritrovato solo nel 2002, proprio in Bulgaria, sui Monti Rodopi che segnano il confine con la Grecia.
La mostra si era aperta il 7 giugno alla presenza di autorità regionali, critici d’arte nazionali, esperti di storia greca, docenti universitari delle Facoltà Lateranensi. In sei mesi, aperta nei fine settimana, è stata visitata da oltre 6.000 persone, la maggior parte extra provinciali portando a Valdobbiadene tanti turisti e appassionati d’arte e critici televisivi. La chiusura della mostra è avvenuta anche alla presenza di molti ospiti stranieri e di alcune scolaresche che hanno potuto fare domande all’artista Menon. Il console De Faveri ha apprezzato il valore e il messaggio extraterritoriale e mitologico delle opere, il suo peso culturale e il richiamo alla scoperta in Bulgaria, al punto di essere promotore nel presentare la mostra a Roma. Infatti il Comune di Valdobbiadene, in particolare per l’interessamento dell’Assessore alla Cultura, Bernardino Zambon, ha ricevuto da Monsignor Liberio Andreatta, presidente dell’Opera Romana Pellegrinaggi, la disponibilità ad accogliere a Roma, la mostra “Dei Tirsi Divini. Valdobbiadene è Arte”, collocandola all’interno del Palazzo Maffei Marescotti. Il progetto, su cui si sta lavorando in questi giorni, è appunto quello di inserire la mostra “Dei Tirsi Divini” nell’ambito delle iniziative assunte per celebrare l’ingresso della Bulgaria nella Unione Europea.
Altamarca - associazione pubblico privata formata da Enti pubblici, Cantine di Prosecco doc di Conegliano, di Valdobbiadene, di Cartizze, del Montello e dei Colli Asolani, ristoratori, albergatori, imprenditori – diventa sempre più rappresentativa e sempre più ambasciatore di un territorio produttivo e turistico, ora anche a Roma.
  “Altamarca è il punto di riferimento enoturistico e produttivo di tutti i Colli Trevigiani – sottolinea il presidente Floriano Zambon – e rappresenta uno strumento unitario di valorizzazione delle nostre peculiarità fuori dal territorio regionale”.
Pietro Giorgio Davì, sindaco di Valdobbiadene e vice presidente ricorda come “Altamarca , nata a Valdobbiadene, oggi – per volere del Comune – è sulla strada per essere la prima agenzia di marketing territoriale regionale condivisa da imprese e comparti economici, industriali, agricoli e commerciali diversi per la promozione congiunta con 41 comuni degli alti colli trevigiani”.
Da: "Dei Tirsi divini" dall'Altamarca a Roma
© Il Piave, 21 gennaio 2007

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA “DEI TIRSI DIVINI”
Il Forum Spumanti d’Italia presenta un evento in prima nazionale. Una mostra di opere d’arte dedicate al vino con un allestimento particolare nel salone del camino di Villa dei Cedri dal 7 giugno al 17 dicembre. (...)
Trenta sono le opere di Paolo Menon (rilievi scultorei e sculture, retrotele e piatti) che ripercorrono e rievocano il mito dionisiaco nel tempio del dio della vegetazione e del vino (bevanda eccitante e garante della sopravvivenza perché indissolubilmente legata all'eros), con sottile ironia. L'artista, immagina la grande sala rituale del ritrovato tempio di Dioniso sui Monti Rodopi. “Alle pareti della sala ovale”, spiega Menon, “i pannelli dai riflessi bronzei ostenteranno ieraticità e alcuni “pensieri” surreali dei fedeli mentre assistono alla liturgia propiziatoria del fuoco, pensieri che potrebbero essere riassunti con le tante occupazioni e preoccupazioni del vivere quotidiano: dal riconciliarsi con la propria donna al ritorno dal tempio al dover affrontare il mercato del vino in partenza dal porto. Oppure convertirsi alla fede cristiana dopo aver tessuto le lodi al dio pagano dei riti orgiastici come è accaduto davvero a Nonno di Panopoli, poeta epico egiziano di lingua greca (V sec. d.C.), che celebra il mito di Dioniso in 48 canti, per poi convertirsi al cristianesimo e scrivere la «Parafrasi del Vangelo di S. Giovanni”. Insomma tanti pensieri che si traducono in altrettante pitto-sculture dai riflessi bronzei».
Menon prosegue incontrando la splendida Ebe, coppiera degli dei, dopo aver oltrepassato la porta del tempio a lei dedicata, per poi proseguire verso il soglio sacerdotale, tra le steli processionali e votive su cui campeggia il volto-persona del dio e il tridimensionale “tirso” delle Baccanti e dei seguaci di Dioniso. Che dà titolo all’originalissimo lavoro artistico di Menon. Insomma, ogni sua opera racconta, interpretandolo, il mistero affascinante di un dio che ha saputo concedersi all'uomo sino alla fine del suo tempo. E che ancora oggi tenta di far breccia nel nuovo seppur sopito paganesimo. Tra le altre opere c’è un’affabulante pala su cui l’artista raccoglie – sintetizzandola - la caduta del mito dionisiaco e degli altri déi venerati prima della civiltà cristiana. (...)
Paolo Menon sarà a disposizione degli studenti, secondo un calendario da definire con le scuole inferiori, superiori e licei che vorranno approfondire con l’artista e scrittore il percorso artistico e culturale di ciascun soggetto. (...)

RASSEGNA STAMPA
Da: "Mostra / Dei Tirsi divini", © Il Piave, estate 2006