Home > Critica d'arte e letteraria > L'ACCADEMIA BELLI DI ROMA PREMIA LA POESIA "SORSI DIONISIACI"

L'ACCADEMIA BELLI DI ROMA PREMIA LA POESIA "SORSI DIONISIACI"

Roma, Campidoglio, 13 dicembre 2013. Questo il commento tecnico della Giuria del XXV Premio nazionale letterario d'arte e cultura Giuseppe Gioachino Belli 2013: «Paolo Menon porta a concorso (…)  un trittico che trasuda sogni, passioni ed emozioni con (…)  un linguaggio maiuscolo, particolarmente nella lirica dagli incisivi doppi sensi nell'eros, costituita volutamente con lemmi tipici di un immaginario e voluttuoso Impero di Bacco». 

Nella foto, Paolo Menon – autore di «Sorsi dionisiaci» tra i 108 finalisti – riceve la coppa del secondo Premio dal Consigliere regionale del Lazio On.le Fabrizio Santori per la Sezione Poesia in lingua italiana. L'opera poetica ha conquistato il podio dopo essere stata selezionata tra 4.102 opere partecipanti. E questo è il testo della poesia premiata:

 

SORSI DIONISIACI

Brandisci il tirso, o amata, 

e congiungilo all’unta pigna 

che bendasti nel mio nome. 

Che il tirso vivifichi nelle tue mani 

e fiorisca nella profondità del piacere! 

Sorseggia, o amata, il nettare mio vivo 

– qui, dall’ampolla d’Ampelo

a me sembiante – che mesco giovane 

e rubino e profumato sulle tue labbra 

arse e bramanti. E ti carezzino gli acini 

ignudi e turgidi e danzanti il corpo 

eburneo che purpureo si ridesta 

al suon vendemmiale dei flauti 

e al fermentar dei mosti.

 

La Giuria del prestigioso Premio letterario della Capitale è composta da: prof. Tullio De Mauro, (Preside della Facoltà di Lettere all'Università La Sapienza, Letterato, saggista); prof. Luciano Luisi (Letterato, Critico Letterario e d'Arte, Poeta e Saggista); Maestro Gigi Magni, (Regista e Dialettologo, Romanista); prof. Mario Verdone (già Titolare di Cattedra Università La Sapienza di Storia del Cinema, romanista); prof. Giuseppe Aldo Rossi (Letterato, Giornalista, Dialettologo, Romanista,trilaureato, già docente universitario presso il Magistero di Roma, etimologo, glottologo, enigmista, noto linguista); prof.Tonino Tosto (Vice Presidente di un Università Privata romana, Titolare di una Compagnia teatrale nota erede del capo comico Fiorenzo Fiorentini; Titolare della Cattedra di Laboratorio Teatrale italiana e vernacolare presso la stessa Università, giornalista, letterato, Romanista; Maestro Fiorenzo Fiorentini autore, artista, già Capo-comico della omonima compagnia attore, scrittore, poeta, saggista, Romanista; prof. Enrico Carini (Docente di letteratura italiana, italianista, ricercatore culturale, insegnante di Lettere e Filosofia in due Università ed presso il Liceo Keplero di Roma); prof. Arch. Marcello Fagiolo (Titolare della Cattedra di Storia della Architettura all'Università La Sapienza, erede del grande Poeta Romanesco Mario Dell'Arco); prof. Arch. Ettore Sturba, Titolare della Cattedra di Architettura presso il Liceo di Ostia-Roma, esperto professionista esercitante, perito e consulente del Tribunale di Roma; prof. Giorgio Carpaneto, già Cattedradico di Letteratura Italiana, Direttore Editoriale di alcuni Periodici Culturali, Vice Presidente dell'Associazione Nazionale Poeti dialettali e consulente di vari enti culturali romani; dr. Antonio Ghirelli (Giornalista, Editorialista, già Direttore de Il Mattino, Direttore de L'Avanti, già Capo ufficio stampa del Presidente della Repubblica); dr. Alessandro Cursi (Politico e Giornalista, già Direttore del Tg3, Direttore di varie reti televisive e radiofoniche, già Direttore del quotidiano Liberazione, già Consigliere di Amministrazione Rai); On.le Gianni Borgna (Politico e Storico della Canzone Itaiana e Romana, già Assessore alla Cultura del Comune di Roma, Presidente dell'Auditorium di Roma); On.le Claudio Bucci (Politico e Romanista, già pPresidente della Commissione Cultura, Presidente della Commissione Ambiente alla Regione Lazio); On.le Angelo Bonelli, (Politico ed Ambientalista, Romanista, già Coordinatore Nazionale dei "Verdi", già Assessore all'Amibiente della Regione Lazio); On.le Donato Robilotta (Politico e Romanista, critico d'arte, v.Presidente della Commissione Affari Istituzionali della Regione Lazio, Segretario Regionale dei Socialisti Italiani); prof. Vittorio Sgarbi (Storico dell'Arte, noto esperto e critico d'arte e cultura, Politico già Vice-Ministro dei Beni Culturali, già Assessore alla Cultura del Comune di Milano, già consulente per la Cultura al Comune di Roma, Deputato al Parlamento); On.le Lucio Alessio D'Ubaldo (già Direttore Generale Anci, Politico, Romanista, Presidente dell'Asp - azienda sanitaria regionale del Lazio - Deputato al Parlamento, già Presidente del Circolo Culturale Achille Grandi); prof. Umberto Broccoli (Letterato, Conduttore Rai, Sopraintendente ai Beni Culturali di Roma); dr. Antonio Calicchia (già Direttore del Dipartimento Cultura del Comune di Roma, già Capo di Gabinetto del Presidente della Provincia di Roma, Direttore Generale della Provincia di Roma, Romanista); prof. Giovani Marchi (Letterato, Dialttologo, già docente di Storia del Teatro e della Cultura d'Arte e Poesia presso l'Università La Sapienza); prof. Augusto Pintore (Vice Presidente dell'Accademia Belli, Dialettologo, già docente di Fisica Tecnica presso vari Istituti Pubblici romani); prof.a Salvina Tomasella (letterata, già docente di Letteratura Italiana presso l'Istituto Schwitzer, gottologa e ricercatrice culturale); prof.ssa Anna Maria Delli Colli, (Docente di Lettere Moderne allaFacoltà di Lettere, Univeristà La Sapienza); prof. Ugo Onorati (Letterato, Dialettologo, storico, già Sindaco di Marino, Dellarchiano, Romanista);  prof. Giuseppe Renzi, (Presidente dell'Accademia, Dialettologo, Docente di ''Linguistica e Dialettologia'' e Docente di ''Tecnica della Gestione Amministrativa'' presso una Università privata romana; poeta, linguista e letterato, che ha pubblicato 22 volumi, tra i quali l'unica "Grammatica Romanesca"; la "Stilistica Retorica e Metrica Poetica Comparata"; e l'unico "Rimario del Dialetto Romanesco doc",oltre a diversi saggi su G. G. Belli, ed altri in critica della lingua italiana e del dialetto romanesco "doc");  Comm. Lino Fabrizi, Patron del Festival della nuova Canzone Romana, unico ufficialmente riconosciuto.

Il Premio Internazionale G.G. Belli gode: dell’Alto Gradimento del Presidente della Repubblica, dell’Alto Patrocinio del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministero Beni Culturali, della Presidenza della Giunta e degli Assessorati alla Cultura della Regione Lazio, della Presidenza della Commissione Ambiente, della Commissione Sanità, e della Commissione Affari Istituzionali della Regione Lazio, della Presidenza della Giunta Provinciale di Roma e dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Roma, del Sindaco di Roma, dell’Assessore alla Cultura e della Presidenza della Commissione Cultura del Comune di Roma, della Sopraintedenza ai Beni Monumentali di Roma. Ed è sponsorizzato da: Presidenza del Consiglio dei Ministri Dir. Generale Editoria, Ministero Beni Culturali Dir. Generale Beni Librari, Presidenza del Consiglio della Regione Lazio.  (Fonte: http://www.accademiabelli.com)

CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE D'ARTE E CULTURA DEDICATO 

A GIUSEPPE GIOACHINO BELLI 2013

Preso atto - che per questa venticinquesima edizione del Premio Giuseppe Gioachino Belli anno 2013, hanno partecipato 871 concorrenti adulti, di cui 109 concorrenti minori di anni13, in tutte e sei le sezioni a concorso, per un totale di 4102 opere partecipanti.

 

- che i concorrenti hanno tutti dimostrato una discreta preparazione letterario – linguistica dialettologica, pressoché sullo stile dei concorsi precedenti;

- che si sono dovuti escludere n. 28 concorrenti, perché risultati non in regola con la normativa del Bando e Regolamento del Concorso o a causa della loro mancata regolarizzazione sebbene richiesta;

- che di tutti i concorrenti sono stati giudicati e proclamati  “idonei” ossia “Finalisti' adulti solo 108 concorrenti in tutte le sezioni (esclusa la sezione green), ossia:

n. 4 su 30 per la sezione articolo giornalistico; 

n. 11 su 45 nella sezione arti figurative ed immagine;

n. 20 su 55 nella sezione pubblicazione; 

n. 44 su  231 nella sezione poesie in lingua italiana;

n. 29 su 190 nella sezione poesia vernacolare;

 

TENUTO CONTO

- che  LE SEZIONI premiate sono state cinque su sei, ritenute idonee alla Finale, e di queste tutte e cinque sono state dotate di Premi, Segnalazioni e Riconoscimenti

- che oltre ai Premi riconosciuti ai proclamandi primo, secondo e  terzo classificato, la Giuria ha deciso di assegnare anche alcune segnalazioni ed una menzione d’onore

 

ALL’UNANIMITÀ

- ha deliberato i seguenti Premi e Riconoscimenti:

 

SEZIONE POESIA IN LINGUA ITALIANA

II CLASSIFICATO

Il Motto è: Age Quod Agis

Titolo dell’Opera: Sorsi Dionisiaci

l'Autore è:  Paolo Menon di Lecco

 
Il 21 dicembre 2013 ricorreva il centocinquantenario della morte del poeta e scrittore romano Giuseppe Gioachino Belli. Autore prolifico di versi e prose in italiano, Belli è però entrato nella storia della letteratura e della cultura del nostro Paese grazie al «monumento» che eresse alla «plebe di Roma»: una raccolta di quasi 2300 sonetti in dialetto romanesco.

 

Commento tecnico della Giuria del XXV Premio nazionale letterario d'arte e cultura Giuseppe Gioachino Belli 2013.

Paolo Menon

«Porta a concorso, questo intelligente autore, un trittico che trasuda di sogni, passioni ed emozioni con un lessico maturo ed un linguaggio maiuscolo, particolarmente nella lirica dagli incisivi doppi sensi nell'eros, costituita volutamente con lemmi tipici di un immaginario e voluttuoso Impero di Bacco».

  

I 150 ANNI DALLA MORTE DI GIUSEPPE GIOACHINO BELLI

(Treccani)

“Io ho deliberato di lasciare un monumento di quello che oggi è la plebe di Roma. In lei sta certo un tipo di originalità: e la sua lingua, i suoi concetti, l'indole, il costume, gli usi, le pratiche, i lumi, la credenza, i pregiudizi, le superstizioni, tutto ciò insomma che la riguarda, ritiene un'impronta che assai per avventura si distingue da qualunque altro carattere di popolo.” (G.G. Belli nell’introduzione alla raccolta dei sonetti stesa del 1831)

Il 21 dicembre 2013 cade il centocinquantenario della morte del poeta e scrittore romano Giuseppe Gioachino Belli. Autore abbastanza prolifico di versi e prose in italiano, Belli è però entrato nella storia della letteratura e della cultura del nostro paese grazie al “monumento” che eresse alla “plebe di Roma”: una raccolta di quasi 2300 sonetti in dialetto romanesco.

Non solo Belli deve la sua fama a un’impresa affrontata per sfida e piacere personale, ma anche ad un’opera, almeno in apparenza, tanto discordante dalla sua figura di suddito fedele della Roma papalina pronto al richiamo morale, di funzionario pubblico sia pur con incarichi modesti, di sostenitore di idee politiche reazionarie, da spingerlo a chiedere all’amico cui aveva affidato il manoscritto di distruggerlo dopo la sua morte. Dobbiamo così alla disobbedienza dell’amico, il sacerdote Vincenzo Tizzani, cui egli appunto aveva affidato il manoscritto, se oggi possiamo leggere i suoi versi in dialetto. Una disobbedienza che ne ricorda altre nella storia della letteratura, prima fra tutte quella di Vario Rufo che non rispettò la volontà di Virgilio e salvò l’Eneide.

Puntando sullo strumento chiuso e rapido del sonetto e sfruttando appieno la libertà offerta dalla forma comica e dall’uso del dialetto – libertà anche psicologica di cui, vien da dire, egli è il primo beneficiario –  Belli compone un ritratto realistico e disilluso, ma profondamente umano, del popolo di Roma, cui viene in fondo riservata una compassione che il poeta non nutre né per l’aristocrazia, né per il clero.

Nello scrivere questa sua particolarissima commedia umana, Belli dà inoltre al romanesco una consacrazione letteraria di cui esso era ancora privo, seguendo in ciò il modello della poesia di Carlo Porta in milanese. E del resto si avverte benissimo nei suoi versi il piacere di trovare la parola più viva, il gusto dell’espressione talvolta cruda o scurrile ma di un’efficacia che solo l’immediatezza del dialetto consente, la ricerca consapevole di dare forma a una ricchezza sfuggente.

Il lavoro del Belli ha ormai per noi anche assunto il valore di una fotografia della Roma dell’Ottocento e il pregio di una testimonianza storica senza uguali: prova ne sia che esso ha rappresentato una fonte irrinunciabile per la ricostruzione cinematografica dell’epoca. Si ricordi, per esempio, "Il Marchese del Grillo" di Mario Monicelli, in cui il protagonista è interpretato da un indimenticabile Alberto Sordi.

Per l’occasione, suggeriamo di leggere o rileggere la voce del Dizionario Biografico degli Italiani: Belli, Giuseppe Gioachino.

 

 

Osservazioni
Aggiungi un commento
  •  
  •